“Abbiamo provato tutte le strade per cercare di fermare l’opera, dai ricorsi al Tar agli esposti alla procura. Non è andata bene, ma non ci arrendiamo. Troveremo il modo per fermare l’ennesima opera inutile”. La deputata del Movimento 5 Stelle Giulia Sarti si è presentata sul cantiere del Trc (Treno regionale costiero) insieme a una decina di suoi colleghi sospesi di recente per la bagarre alla Camera dei Deputati sul decreto Imu-Bankitalia. Nello stesso giorno in cui veniva ratificato in Senato l’accordo fra Italia e Francia per la realizzazione del treno ad alta velocità fra Torino e Lione, i due camper del “Noncifermate tour” dei parlamentari pentastellati hanno fatto tappa sul cantiere della cosiddetta “piccola TAV romagnola”. A far da padrone di casa la deputata riminese Giulia Sarti che, insieme a Vincenzo Cicchetti, candidato sindaco del movimento 5 stelle di Riccione.

Il primo progetto del TRC era del 1994 e prevedeva di collegare Ravenna a Cattolica. Dopo tanti anni, e circa 15 milioni di euro utilizzati in spese di progettazione, soltanto nel 2013 sono iniziati i lavori: modificato e accorciato il suo tracciato che collegherà adesso solo Rimini a Riccione. Una metropolitana di costa il cui prezzo complessivo si aggira fra i 90 e i 100 milioni di euro, 42 dei quali finanziati dal governo attraverso il CIPE.

La prima tappa della giornata romagnola per i deputati è stata davanti a 200 pini secolari: saranno infatti abbattuti per poter realizzare lo spazio dove costruire il tracciato della metropolitana. Un impatto ambientale che ha creato non pochi malumori fra gli abitanti. Discorso analogo per la seconda tappa dove l’effetto dell’opera si inizia già a vedere: un muro di circa 5 metri che divide letteralmente in due quella parte di città. Qualche residente lo denomina “il muro del pianto”, dove non mancano scritte, fatte con la bomboletta spray, contro l’amministrazione comunale. L’ultima fermata della visita è stata davanti ad una casa che ha già dovuto subire in parte la demolizione. Ad attendere i parlamentari c’erano gli attivisti e i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Rimini che hanno chiesto ai portavoce di firmare un impegno scritto che garantisca che le loro istanze sulle criticità dell’opera saranno portate in Parlamento.

“Questa visita è servita per mettere ancora più in luce il problema del Trc e ad iniziare un’azione congiunta con i miei colleghi – ha spiegato la deputata Giulia Sarti – l’obiettivo è quello di riportare il progetto davanti al CIPE facendo in modo che Roma e Rimini siano direttamente collegate in questa battaglia”. Ma uscire dal progetto del TRC non è una cosa semplice. Il rischio è naturalmente quello delle penali da saldare per non aver portato a termine il contratto di realizzazione dell’opera. “Se dovessimo vincere le elezioni a maggio faremo fare una ricognizione esatta delle penali da pagare da parte di un ente terzo che ci dica quanti saranno i costi. Dopodiché sottoporremo l’esito a un referendum cittadino – ha afferma Vincenzo Cicchetti, candidato sindaco per il Movimento 5 Stelle a Riccione – se i cittadini si vorranno accollare le spese delle penali, fermeremo il TRC. Se invece non vorranno accollarsi le spese andremo avanti. La cosa importante è che lo faremo con la democrazia partecipata, quindi a decidere cosa si farà saranno i cittadini”.

*Foto di Daniele Marzocchi