Di una particolare bellezza gotica, di quelle che ti fanno spiccare nella massa di ragazze tutte uguali, Peaches Geldof sembrava portare anche in quel suo volto particolare i segni di una giovane vita che già ne aveva viste tante. Figlia del cantante e santone politically correct Bob Geldof, frontman dei Bloomtown Rats e poi gran cerimoniere di alcuni degli eventi benefici più famosi della storia a 11 anni aveva dovuto subire il dolore grandissimo della morte della madre Paula Yates, portata via da un’overdose nel 2000. Il contraccolpo di quel lutto, come la stessa Peaches ha raccontato recentemente, si era fatto sentire solo più in là negli anni, quando non era più una adolescente problematica ma una giovane donna alle prese con i fantasmi di un’eredità pesante. Che è stata trovata morta nel suo appartamento nel Kent. 

Columnist giovanissima per molte riviste patinate inglesi, nel 2005 aveva fatto il grande salto nella tv, scrivendo e conducendo alcuni programmi dedicati all’incasinato mondo dei teenagers anglosassoni. Ma una ragazza dalla bellezza inusuale come lei, non poteva passare inosservata nel mondo della moda, diventando il volto ufficiale di alcune rinomate griffes britanniche.

A 21 anni, al top della notorietà globale, il giocattolo si era rotto: prima alcune foto senza veli, poi le voci sempre più insistenti di una grave dipendenza dalle droghe. Poi due matrimoni, il primo durato pochi mesi, il secondo che le aveva regalato la gioia di diventare due volte madre. Nel 2010, il cantante di una band metal aveva diffuso alcuni scatti privati, con Peaches seminuda, a letto, sguardo spento da una dose di eroina. Altro scandalo, ancora droga in casa Geldof. E il racconto del semisconosciuto cantante, evidentemente alla ricerca di pubblicità, era stato molto eloquente: “Stavamo andando a farci tatuare i nostri nomi e ci è venuta voglia di droga. Peaches aveva portato dell’eroina da Londra, ma eravamo alla disperata ricerca di una siringa”. Storia di ordinaria tossicodipendenza tra i talenti migliori della Londra confusa dei giorni nostri.

Oggi, poi, la morte a 25 anni, dopo una vita vissuta di fretta, bruciando le tappe e cercando di superare le difficoltà di due genitori geniali e sregolati, ma di sicuro non convenzionali. I motivi della morte non sono ancora chiari. C’è già chi ha ripescato la storia delle droghe, chi insinua che si tratti di suicidio. Ad alimentare questo dubbio, l’ultimo cinguettio di Peaches su Twitter, datato 6 aprile: una foto che la ritraeva, bambina, tra le braccia di mamma Paula. Quella morte atroce di dodici anni fa, forse non era davvero riuscita a metabolizzarla.