La Nissan cerca di sfruttare il periodo favorevole alle elettriche per promuovere la sua compatta Leaf: nel mese di aprile (“in attesa degli incentivi statali”, recita la nota ufficiale della casa) offre la berlina a batterie con uno sconto di 5.000 euro più Iva. Grazie alla promozione, il prezzo della Leaf in versione base Visia si abbassa a 18.690 euro se la si acquista con la formula Flex, cioè affittando le batterie a un canone mensile di 79 euro. Se invece si comprano anche gli accumulatori, il prezzo promozionale è di 24.590 euro. La Leaf, oggi, è l’elettrica più venduta in Italia, con 79 esemplari immatricolati da gennaio a marzo 2014. Il segmento delle elettriche è in forte crescita, +200% nel primo trimestre secondo le elaborazioni dell’Unrae, ma con 231 unità vendute, non rappresenta neanche un millesimo delle immatricolazioni nazionali (0,06%). Colpa dell’assenza di incentivi statali, che in altri Paesi sono anche importanti: nel Regno Unito, per esempio, chi acquista un’elettrica riceve un bonus di 5.000 sterline (circa 6.000 euro), mentre da noi è solo esentato dal pagamento del bollo per cinque anni. Ma anche colpa della scarsa diffusione di una rete di ricarica.

Qualcosa, però, si sta muovendo. A Milano, nel 2013, i punti di ricarica sono raddoppiati, secondo il Comune: alle 60 colonnine E-moving di A2A si sono aggiunte 50 prese nelle 15 “Isole digitali”, ovvero zone pubbliche predisposte per la ricarica di dispositivi elettronici e dotate di wi-fi. Peccato, però, che l’Italia sia quasi esclusa dalla più grande rete di ricarica rapida mondiale, quella basata sullo standard CHAdeMO. Si tratta di una piattaforma “open” per la ricarica rapida delle auto elettriche – con 5-10 minuti di ricarica, si immagazzina energia sufficiente per 40-60 km di autonomia a seconda dei modelli, in mezz’ora si riempiono le batteria all’80% – grazie a correnti continue fino a 200 A e potenze di 50 kW. Un tempo di ricarica così breve permettere alle auto elettriche di superare i limiti di autonomia che le relegano a essere usate soltanto in città e per brevi spostamenti.

Da noi CHAdeMO è quasi sconosciuta, ma conta nel mondo 3.643 colonnine. Di queste, quasi 2.000 sono in Giappone, circa 600 negli Stati Uniti e 1.072 in Europa, che si aggiungono alle 14 della rete Supercharger della Tesla, dedicate esclusivamente alla Model S del costruttore californiano. In Francia, i centri commerciali Auchan, insieme alla Nissan, hanno appena iniziato l’installazione di altri 130 punti di ricarica. E in Italia? Risultano solo sei colonnine sulla mappa ufficiale: a Roma, Lucca, Livorno, Milano, Merano, più una nell’aerea di servizio Villoresi Est, sull’A8. Aziende private e pubbliche amministrazioni non hanno la ricarica rapida fra le loro priorità, evidentemente. Eppure, la rete CHAdeMO, che è nata solo nel 2009, ha vissuto una impressionante espansione negli ultimi anni.

Lo standard CHAdeMO è supportato principalmente dai costruttori giapponesi: fra i modelli in vendita in Italia, possono caricarsi così la Leaf e la Mitsubishi i-MiEV (cui s’aggiungono le derivate Peugeot iOn e Citroën CZero). La scorsa estate, però, l’Unione Europea ha approvato un secondo standard di ricarica, chiamato SAE Combo e supportato dalle case tedesche e americane. Proprio per aiutare ai costruttori locali, l’Europa ha annunciato tramite la cosiddetta “direttiva CPT”  che dal 2018 lo standard europeo per la ricarica rapida sarà il SAE Combo. L’espansione della rete CHAdeMOsarà supportato solo fino alle fine del 2018.

L’associazione CHAdeMO, che riunisce più di 430 organizzazioni fra costruttori, fornitori d’energia, enti di certificazione e amministrazioni pubbliche, auspica che “l’Europa abbia un approccio più ‘tecnologicamente neutrale’ e che non penalizzi i precursori”. Questo mese dovrebbe essere messo al voto al Parlamento Europeo una seconda versione del report. C’è da sperare che si trovi un accordo per la creazione di colonnine multi-standard capaci di caricare auto di qualunque marca senza penalizzare gli investimenti già messi in opera sulla rete CHAdeMO, anche in vista dell’annunciata espansione dei veicoli elettrici: un recente studio dell’istituto di ricerca tedesco ZSW ha quantificato in 400.000 i veicoli elettrificati (cioè elettriche pure e ibride plug-in) in circolazione nel mondo e prevede che saranno un milione entro il 2016.