Pochi studi sono perfezionisti quanto Blizzard. La compagnia con sede a Irvine (sobborgo californiano) ha prodotto solo quattro giochi negli ultimi dieci anni, World of Warcraft, Starcraft II, Diablo III ed Heartstone. Il primo rappresenta il 40% del bilancio totale di Activision, il gigante del gaming noto anche per Call of Duty, il secondo è il titolo più giocato in assoluto nei paesi orientali e finanzia un enorme giro d’affari legato al gaming professionistico, il terzo è stato il lancio più redditizio della storia di giochi PC e, infine, il quarto  ha ridefinito il concetto di gioco gratuito con un gameplay tanto semplice quanto profondo.

Non stupisce, dunque, che ogni nuova uscita sia attesa in maniera pressoché messianica dalla comunità degli appassionati e, con Reaper of Souls, le cose non sono cambiate. Diablo III, ai tempi della sua uscita nel 2012, nonostante l’enorme successo di critica e pubblico, ha mostrato sul lungo periodo una serie di difficoltà non previste, legate in particolare a due fattori, il sistema di “aste” e la gestione degli equipaggiamenti. Blizzard, infatti, puntava molto sulla possibilità data ai giocatori di scambiarsi oggetti e armi, ricorrendo al baratto, all’uso di oro (virtuale) o, addirittura di soldi veri. Peccato però che i flussi economici, anche nel mondo dei videogame, rispondano sempre a dinamiche fin troppo reali e, in pochissimo tempo, Diablo III ha sofferto quella che potremmo chiamare una crisi di sovrapproduzione: a pochissime settimane dal lancio, infatti, i prezzi interni della casa d’aste erano crollati a causa dell’altissima offerta e, con pochi spiccioli, era possibile acquistare oggetti almeno in teoria riservati ai giocatori più abili e tenaci. Questa situazione ha “rotto” il gioco, allontanandolo in maniera irrimediabile dalla visione originale degli sviluppatori; per sbrogliare un nodo ormai decisamente ingarbugliato Blizzard ha deciso di fare come Alessandro Magno, ha preso la spada e l’ha tagliato di netto. Il risultato è che con l’ultimo aggiornamento del gioco e, di conseguenza, con Reaper of Souls, la casa d’aste ha cessato di esistere.

Tuttavia le novità di questa espansione non si fermano qui: ascoltando le voci degli appassionati, i designer di Blizzard hanno riscritto totalmente l’algoritmo che decide quali ricompense donarci quando sconfiggiamo i nemici. Anziché un modello del tutto casuale, finalmente Blizzard ha deciso di parametrare l’equipaggiamento ottenuto alla classe e alle caratteristiche del nostro personaggio e, per questo motivo, non capiterà più di sconfiggere un potentissimo boss per ottenere un’ascia bipenne inutilizzabile dal nostro stregone di livello 54. Oltre a queste migliorie, Blizzard ha aggiunto un quinto atto per la modalità storia del gioco, tutto incentrato sulle vicende di Malthael, un angelo decaduto deciso, tanto per cambiare, a dominare il mondo. Questo nuovo capitolo propone circa cinque ore di combattimenti e ambientazioni aggiuntive, oltre a sbloccare i livelli di esperienza dal 60 al 70, e aggiunge una nuova classe di gioco, il crociato, un soldato della fede che, oltre a buone caratteristiche negli scontri all’arma bianca, possiede anche inedite abilità magiche di difesa.

Alcuni maligni hanno detto che Reaper of Souls è “Diablo III come sarebbe dovuto essere due anni fa”, cinicamente si può pure pensarla così, tuttavia se Blizzard ha commesso degli errori lo ha fatto per ambizione e non per superficialità. In un settore come questo, dove gli esperimenti sono sempre meno, la casa di Irvine si conferma attenta ai consigli che arrivano dall’utenza e, al tempo stesso, sempre impegnata per alzare l’asticella un po’ più in alto.

Diablo III: Reaper of Souls è disponibile per PC e necessita della versione base di Diablo III per essere installato. Il gioco arriverà nel corso dell’anno anche su Playstation 4 e Xbox One.

Articolo a cura di Nicolò Carboni

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