Cronoprogramma. “’Venerdì la riforma del Senato’. Nuova sfida del premier Renzi” (la Repubblica, 23-3). Sì, ma a che ora, di preciso?

Promozioni. “La Merkel promuove Monti“ (la Repubblica, 12-1-2012). “Merkel ci promuove: ‘Crisi, già fatti progressi’. Letta assicura: ‘Continueremo col risanamento’” (Tgco m24 30-4-2013). “Merkel promuove Renzi” (la Repubblica , 18-3-2014). “Merkel promuove Renzi” (La Stampa , 18-3-2014). Ma non sarà che, niente niente, la Merkel ci prende un filino per il culo?

Il ricostituente. “L’accordo Renzi-Berflusconi non può violare la Costituzione. L’Italicum è incostituzionale, ha parecchi vizi di legittimità.” (Renato Schifani, presidente Ncd, la Repubblica, 17-3). Tipo il lodo Schifani?

Un nano vale l’altro. “Quei bastardi dei giudici sono un pericolo per la democrazia” (Nicolas Sarkozy intercettato dai giudici francesi in un’inchiesta per abuso di potere e violazione del segreto istruttorio, 19-3). “Oggi è mio dovere rompere il silenzio. Lo faccio perché dei principi sacri della nostra Repubblica sono calpestati con una violenza inedita e un’assenza di scrupoli senza precedenti. Tutte le persone che mi telefonano devono sapere che saranno ascoltate. Leggete bene. Non è un estratto del meraviglioso film ‘Le vite degli altri’ sull’attività della Stasi nella Germania dell’Est. Stiamo parlando della Francia del 2014. Sono stati violati il mio diritto di difesa e la presunzione di innocenza con la strumentalizzazione di fughe di notizie  manipolate” (Sarkozy, Le Figaro, a proposito delle intercettazioni disposte dalla magistratura nei suoi confronti, 20-3). Ma chi si crede di essere? 

Doveri. “Ora dobbiamo salvare l’Expo di Milano 2015” (Giuseppe Sala, commissario di Expo 2015, Corriere della sera , 22-3). E perché mai? 

Grandi Riforme. “Renzi adesso ci deve dare una mano per l’Expo. I tempi sono strettissimi, non possiamo perdere un giorno. Temo la pioggia o il rischio di neve nel prossimo inverno che potrebbero rallentare i cantieri” (Giuliano Pisapia, Sel, sindaco di Milano, la Repubblica, 23-3). Giusto: urge decreto che abolisca l’inverno e renda l’estate obbligatoria tutto l’anno.

Quando c’era lui. “Alla prima di ‘Quando c’era Berlinguer’ di Walter Veltroni sfilano Napolitano, Confalonieri, Romiti, Montezemolo, Malagò, Forlani, Manconi, Pinotti, Lupi, Franceschini, Macaluso, Vendola, Fini, la Boschi, Carra, Gianni Letta” (dai giornali del 21-3). Già in lavorazione il sequel: Berlinguer che si rotola nella tomba.

Un uomo solo al quadrato. “Così Tronchetti fa quadrato contro i fondi” (la Repubblica , 18-3). Il famoso quadrato monolatero. 

Dinasty/ 1. “Forza Italia senza Berlusconi, torna l’idea di un figlio in lista” (Corriere 20-3). “Berlusconi non è più Cavaliere. L’ipotesi di candidare un figlio” (la Repubblica , 20-3). “Baby squillo, indagato il figlio del senatore forzista Bruno” (la Repubblica , 20-3). Oplà: detto, fatto.

Dinasty/2. “Il no di Pier Silvio alla candidatura: ‘Servo di più in azienda’” (La Stampa , 21-3). L’azienda: “Se è per noi, vai pure”.

Fuga di portafogli/1. “Sono tentato di portare il mio quartier generale in Svizzera” (Giorgio Squinzi, presidente della Confindustria, 21-3). È una promessa o una minaccia?

Fuga di portafogli/2. “Se mi tagliano lo stipendio, me ne vado all’estero” (Mauro Moretti, amministratore delegato Ferrovie dello Stato, 21-3). In ogni caso, sarà un successo.

Toga party. “Un partito delle vittime della malagiustizia potrebbe ottenere dal 18 al 21% degli indecisi” (Silvio Berlusconi, la Repubblica , 21-3). Nelle carceri anche di più.

Battista, le pantofole! “No, quei sorrisini non vanno. Sono uno schiaffo gratuito. Un’offesa che l’Italia non merita… e viene da una fonte che non può accampare nessun primato, nessuna superiorità. Quel guardarsi come complici tra Barroso e Van Rompuy all’indirizzo di Renzi bissa quello sguardo un po’ oltraggioso che si  scambiarono Merkel e Sarkozy all’indirizzo di Berlusconi… Oggi l’Italia non può sopportare quell’arietta di sufficienza. Non è lo zimbello dell’Europa… Dall’Italia rimandiamo il sorrisetto ai mittenti. Perché non si permettano più” (Pierluigi Battista, Corriere , 21-3). Barroso: “Battista chi?”. Van Rompuy: “A’ Pierlui’, mo’ me lo segno”.

In fondo a sinistra. “Veneto, la crociata dei sindaci di sinistra: ‘Schedatura e foglio di via agli accattoni’. Patto tra Venezia, Padova e Treviso: ‘Noi qui non li vogliamo’” (la Repubblica, 18-3). Chissà come parlano i sindaci di destra.

Detti e contraddetti. “Grillo si concede alla tv solo senza contraddittorio… Ha piegato Mentana ai suoi bisogni di controllo evitando la diretta e soprattutto un contraddittorio allargato… Un arrogante che teme il contraddittorio come il dissenso” (Toni Jop, l’Unità, 22-3). E così, a un’ora pericolosamente tarda della giornata, Jop inventa l’intervista con il contraddittorio. Funziona pressappoco così (e vale solo per Grillo): l’intervistatore fa le domande, l’intervistato risponde e Jop li insulta. 

Il Fatto Quotidiano, Lunedì 24 marzo 2014