Ieri la pietra tombale sulla candidatura di una delle sue figlie alle elezioni europee, oggi l’invito ai dirigenti del partito a “mettere da parte interessi personali, ambizioni individuali e la difesa di rendite di posizione“. Silvio Berlusconi non nasconde la “gravità del momento“: “Mi auguro che tutti, all’interno di Forza Italia, ben comprendano la crisi di fiducia che investe la politica e l’esigenza di rinnovarci. Uno sforzo che dobbiamo affrontare tutti insieme”. 

In una nota l’ex Cavaliere prova a rassicurare “tutti i militanti ed elettori”: “Anche in queste ore  – spiega Berlusconi – stiamo lavorando alla elaborazione del programma per le elezioni europee, alla composizione delle liste. Come sempre tutte le decisioni che verranno prese nei prossimi giorni saranno dettate solo ed esclusivamente dall’esigenza di rappresentare al meglio i moderati, in Italia e in Europa”. “Leggo – scrive ancora l’ex premier – anche oggi sui quotidiani articoli che descrivono scenari inverosimili, alimentati anche da talune lunari dichiarazioni che non corrispondono minimamente né alla realtà del nostro movimento né a quella del Paese in generale”.

A suscitare la polemica è l’intervista di Renata Polverini rilasciata a La Repubblica: “Sicuramente siamo in una fase complicata – spiega la parlamentare – Anche perché per la prima volta ci troviamo con il leader che ha guidato il partito in tutte le campagne elettorali che non è nelle condizioni di farlo”. Il quotidiano diretto da Ezio Mauro descrive nel suo retroscena un partito alla sbando dove “la vecchia guardia berlusconiana, umiliata ed emarginata, candidata a farsi rottamare come una bad company, è pronta a reagire contro lo strapotere del cerchio magico“. Una reazione che prevederebbe persino la minaccia di boicottare le liste azzurre alle Europee mettendo in atto “clamorose ritorsioni che creino una sorta di fallimento tecnico di Forza Italia”. Come? “Impedendo l’approvazione del bilancio” del partito. Un partito “a un passo dalla frantumazione”. E’ sempre la Polverini a confermare la spaccatura del partito tra vecchia e nuova guardia: “C’è un aspetto che riguarda la riorganizzazione. Berlusconi quando ha capito che il Pdl non era più nel cuore dell’elettorato, ha ricreato Forza Italia e rimesso in campo il movimento dei club. Ma il partito fa fatica a prendere corpo. Non c’è nemmeno un luogo in cui discutere. E’ in atto un tentativo, se non di marginalizzare i vecchi, certo di inserimento prepotente dei nuovi. Ma c’è gente che ha combattuto per vent’anni accanto a Berlusconi nei momento straordinari e in quelli difficili senza mai mollare”.

“Leggo sui giornali di un partito allo sbando, preda di correnti o pseudo gruppi l’un contro l’altro armati – commenta il senatore di Forza Italia Altero Matteoli – A me pare di assistere ad un altro film, il partito che conosco sta discutendo, come è giusto e normale che accada quando bisogna prendere decisioni o compiere scelte importanti, nel caso le candidature per le prossime Europee e per le altre competizioni di maggio. Non cadiamo nella trappola di chi vorrebbe vedere dilapidato un patrimonio costruito in tanti anni. Sono certo che anche stavolta Berlusconi stia esercitando la sua leadership e che Forza Italia si presenterà alle Europee, alle Regionali e alle Amministrative unita attorno a lui”.  

Parole di rassicurazione arrivano anche dal capogruppo alla Camera di Forza Italia Renato Brunetta, intervistato da La Stampa: ”Stiano tutti tranquilli che il brand Berlusconi ci sarà nel simbolo – dichiara – E il leader di Forza Italia “troverà il modo di fare campagna elettorale, tanta campagna elettorale, qualunque saranno le misure di limitazioni della libertà personale alle quali verrà sottoposto. Noi puntiamo al 30%”.