Ore otto e mezzo di ieri mattina, la campanella suona in anticipo all’Università per Stranieri di Perugia. Al portone c’è la Guardia di finanza, drin drin “siamo qui per acquisire i documenti rispetto all’indagine della Corte dei conti sulla gestione dell’ex Rettore Stefania Giannini”, attuale ministro dell’Istruzione. Ore 19 di ieri sera, le Fiamme Gialle non sono ancora uscite dall’ateneo umbro, sono in sede per cercare, spulciare, fotocopiare, domandare, “interrogare” i protagonisti della vicenda, “ma non possiamo parlare – rispondono con tono preoccupato e stupito dalla direzione –. Cosa? Sì, non sappiamo ancora per quanto andranno avanti”. Perché la faccenda è lunga, costosa e vale 525.000 euro pubblici.

Paradosso: al centro della storia non ci sono nomine, magari nuove cattedre, auto blu, o altro connesso all’ancestrale potere nostrano; al contrario il tutto nasce dalla più classica delle passioni italiche, una scuola di cucina, un ristorante per docenti e studenti e un centro di attività ricreative. Progetti passati per la gestione di un locale da 78 mila euro più Iva l’anno, senza contare le bollette di luce, acqua e spazzatura.

A suo tempo, e siamo nel 2008, la Giannini ne parlava come della meraviglia assoluta, la nuova frontiera, il made in Italy ricreato in casa; quindi accordi e strette di mano con l’élite locale, a partire dall’allora presidente di regione Maria Rita Lorenzetti (ai domiciliari nel 2013 per pochi giorni a causa di un’inchiesta sul passante del Tav fiorentino), e la conseguente tacitazione di contrasti interni, malumori da parte di coloro che osavano tacciarla di propaganda a scopi personali. Di carrierismo. Niente da fare, avanti a prescindere.

Eppure i problemi compaiono immediatamente: il subconduttore non paga, iniziano le cause, le accuse, le urla, scenate dentro la presidenza tra la stessa Giannini e il locatario. Poi silenzi, nuove telefonate, inevitabili bollette da pagare. Imbarazzi “non siamo abituati a certe scene” spiega uno dei presenti durante le liti. Saracinesche abbassate, poi rialzate, uffici dell’Ateneo portati dentro al ristorante, ma solo per pochi mesi. Ennesimi contrasti, infine tutto “scade”. Vince il rosso sul conto – come ha raccontato il Tempo il 23 febbraio scorso.

Ma chi dà struttura ai dubbi circolanti nei corridoi sono il presidente del collegio dei Revisori dei conti dell’Università, Antonio Buccarelli, insieme a Maria Adele Paolucci, firmatari della segnalazione alla Corte dei conti. Nel documento parlano di “una spesa inutilmente erogata dall’Università di 385.613,95 euro. Un danno erariale certo”. Cifra a cui aggiungono altri 140 mila euro per i mancati introiti dell’attività di ristorazione mai partita, quindi aggiungono “responsabilità personali”, di conseguenza attaccano chi ha proposto l’iniziativa, chi l’ha autorizzata, chi ne ha rappresentato gli interessi. Tradotto: la colpa è della Giannini, solo della Giannini.

Il ministro dell’Istruzione replica: “L’Ateneo di cui sono stata Rettore per lunghi anni si è attivato da mesi per recuperare i mancati canoni di affitto non pagati dalla controparte, dimostratasi per questo inadempiente rispetto al contratto stipulato”. E aggiunge: “Mi preme ribadire che tutte le decisioni assunte in qualità di Rettore sono state approvate e votate dal Consiglio di amministrazione dello stesso Ateneo in maniera assolutamente trasparente”. Della serie: non è tutta colpa mia.

Video di Irene Buscemi

Dall’Ateneo sorridono per la risposta del ministro, ricordano “il suo protagonismo, la sua capacità decisionale. La proliferazione delle lauree ad honorem per richiamare in città personaggi di primo livello e prime pagine sui quotidiani. E contatti con il gotha della cultura”. In un caso, sempre la Giannini, riuscì a coinvolgere Roberto Benigni e a pagare – come università – un aereo privato per Bruxelles al costo di 16.400 euro. Lei presente, ovvio. In fin dei conti parliamo di una professoressa ordinaria di Glottologia passata in pochi anni dal governare un piccolo ateneo a gestire l’intera istruzione italiana. Per arrivare, è necessario volare alto.

Twitter: @A_Ferrucci

Da Il fatto Quotidiano del 18 marzo 2014