Un miliardo di euro di prestito, restituibile in trent’anni al tasso agevolato del 4,3 per cento di interesse annuo. È l’estrema soluzione rimasta alla Regione Sicilia per pagare i pesanti debiti che gravano sul bilancio. Debiti che a fine 2012 avevano sollecitato l’interesse della Corte dei Conti: già un anno e mezzo fa per i magistrati contabili la Sicilia era sull’orlo del default. Parola che il governatore Rosario Crocetta non vuole sentire neanche nominare: per questo la commissione Bilancio ha approvato un provvedimento per ottenere dalla Cassa depositi e prestiti 953 milioni di euro. Una misura pesante che, ancor prima di essere discussa in Assemblea Regionale, ha scatenato le proteste dell’opposizione.

Il punto fondamentale del provvedimento è rappresentato infatti dalle coperture individuate dall’assessorato al Bilancio per ripagare il mutuo: trenta rate annuali da 57 milioni di euro, che nonostante il tasso agevolato, alla fine peseranno sulle casse siciliane per un miliardo e novecento milioni, ovvero quasi il doppio di quanto ricevuto. Rate che saranno finanziate da un aumento dell’addizionale Irap e dell’addizionale Irpef, già portati al massimo storico dalla manovra varata dal governo di Raffaele Lombardo per ripianare il maxi buco della sanità lasciato in eredità da Totò Cuffaro. L’aumento di Irpef e Irap non è piaciuto per niente al Movimento Cinque Stelle che vorrebbe invece recuperare denaro per coprire le rate del mutuo tagliando stipendi e pensioni d’oro. “Crocetta è Mister Miliardo – ironizza Giancarlo Cancelleri – Abilissimo nel confondere la realtà e farla pagare sempre ai cittadini, stavolta sta tentando il colpo gobbo dell’anno. Accende un mutuo da un miliardo di euro per saldare i debiti alle imprese e lo fa pagare per 30 anni alle stesse imprese e ai cittadini portando al massimo le addizionali regionali Irap e Irpef. Se non abbassiamo le tasse alle imprese tramite la riduzione dell’Irap e non facciamo rimanere qualche soldo in più negli stipendi e nelle pensioni dei cittadini con il taglio dell’Irpef lo sviluppo economico sarà solo una parola priva di significato, svuotata. Noi abbiamo fatto una proposta alternativa, abbassare Irap e Irpef e tagliare invece stipendi d’oro e pensioni d’oro della pubblica amministrazione. Conti alla mano recuperiamo 45 milioni di euro l’anno, la cifra giusta per coprire la rata del mutuo”.

Una ricetta, quella del Movimento Cinque Stelle, che per la prima volta combacia con quella di Confindustria, fino ad oggi vicina, anzi vicinissima, alle posizioni di Crocetta. Questa volta il presidente degli industriali siciliani Antonello Montante, però, non ci sta. E bacchetta il provvedimento del governo. “È pazzesco pensare che pagare i debiti sia una manovra straordinaria – dice Montante all’Ansa – i debiti si pagano e basta, non esiste discussione. La Regione deve trovare i soldi in un altro modo per evitare di scaricare il mutuo sui cittadini e sulle imprese. Congelare per trent’anni le addizionali Irpef e Irap significa ipotecare una generazione e spaventare gli investitori. Ci sono milioni di euro che si possono risparmiare: Renzi annuncia tagli agli stipendi dei manager pubblici? Bene, in Sicilia la Regione però continua a pagare persino amministratori di società pubbliche in liquidazione per non fare nulla”.

Le incognite sul maxi mutuo che la Regione Siciliana vuole accendere però non finiscono qui: altro punto critico è infatti rappresentato dai creditori che alla fine beneficeranno del miliardo preso in prestito dalla Regione. Che non solo gli enti locali e i comuni, ma soprattutto le grosse aziende farmaceutiche, titolari di maxi crediti nei confronti delle Aziende Sanitarie siciliane. Una vera e propria beffa se si pensa che, mentre la Regione si indebita per trent’anni per pagare i debiti del settore sanitario, la Sicilia è da sempre una delle Regioni con la più alta mobilità passiva d’Italia: i siciliani che sempre più spesso preferiscono spostarsi nelle regioni del Nord Italia per curarsi, pagheranno per trent’anni un mutuo acceso proprio per pagare i debiti della sanità isolana. 

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