Sciopero dei Forconi, quarto giorno. L’ultimo clamoroso episodio, in ordine di tempo, si è verificato a Ventimiglia, in Liguria, dove i manifestanti hanno bloccato il passaggio dei mezzi verso Francia e Piemonte. Ma, ancora una volta, la protesta ha attraversato l’intero Paese. I più accesi momenti di tensione si sono registrati a Roma, dove in una città paralizzata dal corteo della Fiom, alla Sapienza gli studenti hanno lanciato bombe carta. A Torino, già teatro di incidenti nei giorni scorsi, si sono ripetuti episodi di violenza con nove antagonisti fermati e poi rilasciati. Blocchi e manifestazioni anche in Liguria, a Milano, a Firenze, a Palermo e in Veneto. A fare le spese dell’elevato livello di tensione, Cinzia Franchini, presidente del Cna (Unione nazionale delle imprese di trasporto), che denuncia di avere ricevuto minacce di morte: la lettera minatoria finiva con la frase “Viva la mafia, viva i forconi“.

La protesta arriva fino nei palazzi del potere, alla Camera e al Copasir. A Montecitorio ha riferito il ministro dell’Interno Angelino Alfano, che ha parlato di un “fronte violento” e di un rischio di una “deriva ribellistica genericamente indirizzata contro istituzioni nazionali ed europee a cui non farebbero mancare proprio sostegno organizzazioni antagoniste”. Dato il contesto, “chi è nelle istituzioni non dovrebbe cavalcare la protesta dei violenti”, ha aggiunto il vicepremier. E ancora, del fenomeno si sono interessati i servizi segreti dell’Aisi, sentiti in audizione dal Copasir: “Al movimento manca una guida unica“. Sulla protesta dei Forconi è intervenuto anche Matteo Renzi. Il segretario Pd si è augurato che “si limitino a protestare in città in modo civile” e ha detto di essere rimasto colpito dall’immagine del leader della protesta a bordo di una Jaguar: “Ho pensato: beh, però, per essere un forcone…”.

Alfano alla Camera: “Feriti 14 agenti, cinque arresti e 55 denunciati”. Il ministro dell’Interno spiega che “il governo sta dalla parte delle donne e degli uomini in divisa e dei cittadini onesti che incanalano la loro protesta in manifestazioni pacifiche” e ricorda che “sono rimasti feriti 14 agenti di polizia e danneggiati tre mezzi di servizio”. Ci sono stati anche “cinque arresti e 55 denunciati per vari reati come saccheggio e interruzione di pubblico servizio, molti manifestanti sono stati segnalati”. Inoltre, osserva che “formazioni di estrema destra hanno manifestato l’intenzione di appoggiare la protesta partecipando ai presidi” e nelle piazze c’erano “anche frange ultras di tifoserie calcistiche e gruppi studenteschi. Più limitata la partecipazione di gruppi antagonisti”. Alfano, pur comprendendo il disagio sociale, ribadisce che l’esecutivo intende “difendere la libertà e la sicurezza dei cittadini” e la convocazione di un tavolo da parte del ministro Maurizio Lupi è segno che “il governo non intende trascurare questi segnali di inquietudine”. Il ministro dell’Interno è tornato anche sul gesto di alcuni agenti che nei giorni scorsi hanno deciso di togliersi i caschi. Un atto che, a suo giudizio, è stato “strumentalizzato” e “leggerlo come un gesto di sostegno alla protesta è arbitrario e irrispettoso verso gli stessi agenti”. Sui Forconi interviene anche Enrico Letta che In un videomessaggio all’assemblea elettiva del Cna ha sottolineato che “se salta meccanismo con cui il governo tratta con le categorie e i loro legittimi rappresentanti”, c’è un problema di rappresentanza. Infatti, “gli attacchi alla politica in questi giorni sono attacchi alla rappresentanza. Il tema dell’autotrasporto tocca la rappresentanza”. 

Minacce alle imprese dei trasportatori: “Viva la mafia, viva i forconi”. “Dopo la lettera di minacce di venerdì scorso, un’altra lettera, molto pesante con esplicite minacce di morte nei miei confronti, è stata recapitata alla Cna Fita di Agrigento. E alla fine di quella lettera si legge: ‘Viva la mafia viva i forconi”. Così Cinzia Franchini, presidente della Cna Fita, che rappresenta più del 30% degli autotrasportatori italiani, annuncia a Labitalia di aver ricevuto un’altra intimidazione. “Ovviamente non so chi l’abbia mandata ma mi aspetto una presa di posizione pubblica del movimento dei forconi e di Ferro in primo luogo. Sono molto preoccupata -aggiunge Franchini- anche perché il tono del volantino è molto, molto violento”. La presidente degli imprenditori del trasporto aggiunge che, in questo momento, non c’è un fermo delle attività. “Ci sono dei disagi perché in questo settore è facile provocarli, ma non ci sono problemi particolari, anche perché il 90% degli autotrasportatori non sta con il Movimento dei Forconi, ma sta con le organizzazioni che hanno firmato il protocollo con il ministero delle Infrastrutture”.

Servizi segreti a Copasir: “Manca una regia unica”. Grande attenzione sui Forconi anche da parte dell’intelligence. Il direttore dell’Aisi, Arturo Esposito, in una lunga audizione al Copasir ha riferito che si tratta di un movimento senza una regia unica e che presenta una preoccupante saldatura tra soggetti diversi animati dai sentimenti di contrapposizione nei confronti dello Stato e delle istituzioni. “Sono molto preoccupanti gli episodi di Torino e gli assalti alle sedi del Pd: significa che è necessario tenere alta l’attenzione”, ha detto il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi, al termine dell’audizione. L’Aisi, ha spiegato Stucchi, “punta a capire quello che sta accadendo in questo movimento ed i relativi pericoli. Ora si registra disorganizzazione, manifestazioni annunciate e non fatte, è un fenomeno nuovo, partito in Sicilia due anni fa e che ha ramificazioni in tutta Italia”. “Sembra – ha proseguito il presidente del Copasir – che attualmente manchi una regia unica, ci sono diversi soggetti che si coordinano fra loro per mettere in atto iniziative”. Stucchi ha poi fatto notare che “il movimento sta evitando di farsi dare etichette politiche, se si mette un cappello politico rischia di perdere parte di quelli che protestano, qualsiasi bandiera divide”.

Liguria, bloccato il traffico verso Francia e Piemonte. Nel tardo pomeriggio, i manifestanti hanno bloccato in tre punti, nei pressi di Ventimiglia, il passaggio dei mezzi verso Piemonte e Francia. Gli attivisti hanno montato due tende all’accesso del ponte sul fiume Roja, che porta oltralpe. Si sono sciolti autonomamente, invece, i blocchi sul cavalcavia di Roverino che conduce alla statale 20 e porta in Francia e in Piemonte, e sull’autostrada A10, altra via per raggiungere il territorio francese. Ma i blocchi di Ventimiglia sono stati solo l’ultimo atto di una giornata di proteste cominciata all’alba. Un gruppo di manifestanti, che si è radunato in maniera spontanea, ha bloccato poco prima delle 7 l’accesso alle frontiere mettendo di traverso alcune auto lungo la statale Aurelia, all’altezza della frazione Latte, a Ventimiglia. Dopo alcune ore il blocco alla frontiera francese è stato rimosso e la circolazione ripresa. Ma non senza tensione.  Tra manifestanti e forze dell’ordine, infatti, ci sono stati tafferugli per liberare la strada. La polizia ha sparato lacrimogeni per allontanare i manifestanti e ci sono stati contatti, spintoni, ma nessuna carica delle forze dell’ordine che dopo hanno liberato la strada. Sono almeno duecento, secondo la questura di Genova, i dimostranti che rischiano di finire nei guai per le manifestazioni di piazza dei giorni scorsi. In particolare, quanti hanno bloccato i binari alla stazione di Brignole, occupato l’ingresso della Sopraelevata e creato disagi alla circolazione stradale rischiano una denuncia per interruzione di pubblico servizio, violenza privata e manifestazione non autorizzata.

Si ridimensiona la protesta a Ventimiglia dove i manifestanti avevano bloccato tutte le via di accesso in auto alla Francia e al Piemonte. La protesta resta attiva in un solo luogo, sul ponte del Roja, che porta in Francia e nel centro cittadino. E’ percorribile la statale 20 che porta in A10 e in Piemonte.I presidi si sono sciolti autonomamente.Durante il blocco della circolazione verso Francia e Piemonte, una strada a senso unico, che rappresentava l’unica via percorribile, è stata aperta ai due sensi di marcia.

Roma, bombe carta alla Sapienza. Nella Capitale il traffico è andato in tilt per le numerose manifestazioni in diversi punti della città. A piazza del Popolo si sono ritrovati i lavoratori della Fiom, arrivati nella Capitale con 60 pullman. Molti di loro hanno lasciato il sit-in dirigendosi verso palazzo Chigi costringendo la polizia municipale alla chiusura di via del Corso. In migliaia poi si sono dati appuntamento a piazza Bocca della Verità, sempre nel centro storico, per il corteo dei lavoratori del settore commercio e turismo, aderenti ai sindacati di categoria Cgil-Cisl e UilAlta tensione, invece, alla Sapienza dove gli studenti hanno lanciato bombe carta e sfondato le transenne che li separavano dall’aula magna dove si svolge la Conferenza Nazionale sulla Green Economy.

Ma nella capitale c’è grande preoccupazione anche per la “marcia su Roma” annunciata per settimana prossima. E’ il sindaco Ignazio Marino a parlarne da New York: “Quella dei Forconi è una protesta che nasce da legittime preoccupazioni generate dal profondo disagio economico che il Paese continua a vivere”. Detto ciò, “sono preoccupato per Roma. Perché è molto facile, come accaduto in passato, che in manifestazioni che esprimono con grande determinazioni un disagio si inseriscano persone violente che trasformano una protesta legittima in una situazione di pericolo per la popolazione e per la città”.

Torino, nove antagonisti fermati e rilasciati. A Torino, dove in questi giorni si sono registrati i momenti di tensione maggiori, sono stati denunciati tredici manifestanti. Durante il corteo degli studenti sono stati fermati nove giovani dell’area antagonista, rilasciati più tardi. Sette di loro sono del centro sociale Askatasuna. Hanno tutti tra i 18 e i 22 anni e sono stati denunciati per interruzione di pubblico servizio, resistenza a pubblico ufficiale e partecipazione a manifestazione non preavvisata: hanno tentato in corso Inghilterra di forzare il cordone di polizia che impediva loro di dirigersi verso la stazione ferroviaria di Porta Susa.

Intorno alle 14, il corteo si è sciolto spontaneamente. Un gruppo di un centinaio di studenti ha bloccato corso Vinzaglio, sotto la questura torinese, per chiedere il rilascio degli otto dimostranti. Nel pomeriggio, alcuni manifestanti hanno riformato un blocco del traffico in piazza Derna, nella zona nord di Torino, ma è stato subito rimosso dalla polizia che ha identificato quindici partecipanti. Nel frattempo, un gruppo di dimostranti ha tentato invadere la tangenziale entrando dall’interporto di Orbassano: sono stati bloccati e 38 di loro sono stati identificati. E ancora, altri quattro manifestanti sono stati accompagnati in questura e saranno denunciati per manifestazione non preavvisata per un blocco su via Roma, nel centro di Torino. Nel tardo pomeriggio infatti un centinaio di persone si erano concentrate in piazza Castello e circa la metà aveva poi improvvisato un mini corteo e occupato via Roma. Il corteo è stato poi sciolto dalla polizia.

Intanto la Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere per cinque delle sei persone arrestate nei giorni scorsi in città in occasione della protesta dei forconi. Per la sesta, un camionista che ostacolava il traffico, sono già stati disposti i domiciliari. “Siamo di fronte a un movimento – ha detto il sindaco Piero Fassino – che non ha piattaforma né leadership riconosciuta. La lettura sociale non può giustificare il modo in cui questa protesta si è manifestata. Vi sono stati passeggeri costretti a scendere dagli autobus, mamme a cui è stato impedito di portare i figli all’asilo, ambulanti e negozianti costretti a interrompere la loto attività. Tutto ciò non è giustificabile”.

Milano, blocchi in tangenziale e in piazzale Loreto. Bloccata la tangenziale ovest di Milano. La polizia stradale ha anche chiuso temporaneamente l’uscita della Fiera di Rho-Pero e a fasi alterne le rotonde che permettono di accedere al polo fieristico. Ai forconi, da quanto si è saputo, si sono aggiunti circa 500 studenti. Presidio anche in Piazzale Loreto con un centinaio di persone. 

Firenze, corteo e blocchi del traffico. Un corteo di circa 150 partecipanti alla protesta dei forconi sta attraversando il centro storico di Firenze. Il corteo, che dovrebbe sciogliersi nei pressi della stazione di Santa Maria Novella, è aperto da uno striscione tricolore con la scritta “Oggi più che mai questa è una bandiera rivoluzionaria”. Nessun simbolo di partito e tanti tricolori e slogan contro Renzi, Letta e Alfano nella sosta del corteo davanti alle sedi del Consiglio regionale e della prefettura dove è stato intonato l’inno d’Italia. Dai megafoni anche messaggi alle forze dell’ordine: “I poliziotti sono nostri amici, ci faranno strada”. Al termine del corteo sfilato nelle vie del centro storico, alcune decine di manifestanti si sono diretti verso la Fortezza da Basso, bloccando il traffico all’incrocio tra viale Strozzi e viale Lavagnini: il presidio improvvisato dai manifestanti occupa parte del viale. Il traffico scorre su una sola corsia.

Veneto, presidi ai caselli autostradali. Il movimento mantiene presidi lungo le strade in una decina di località nel Veneto, causando un forte rallentamento del traffico, specie in prossimità dei caselli stradali. Un gruppetto di manifestanti si è portato stamani davanti alla sede di Equitalia a Mestre (Venezia) dove una delegazione è stata ricevuta dal direttore. Rimangono i disagi per gli automobilisti. A partire nella zona industriale di Padova, a ridosso del casello della A13, a Monselice (Padova) dove una ventina di aderenti stanno distribuendo volantini. Una quarantina invece sono presenti a ridosso del casello di Vicenza Ovest con conseguenti rallentamenti, specie sulla tangenziale. Idem al casello di Montecchio Maggiore (Vicenza) dove i manifestanti sono una trentina, stesso numero che si registra al casello di Portogruaro (Venezia) e a quello di Treviso, dove una serpentina di mezzi viaggia a passo ridotto sulla tangenziale verso la città. Al casello di Conegliano non è segnalato alcun disagio nonostante la presenza al presidio di una ventina di persone. Massiccia invece la presenza – un centinaio – al casello di Soave (Verona) che, a differenza dei giorni scorsi non ha subito finora la chiusura. Rallentamenti a Marghera, sulle strade adiacenti alla zona industriali, ma per uno sciopero dei lavoratori della Fincantieri.

Palermo, sit-in davanti alla Regione. Sit-in dei Forconi a Palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione siciliana. I manifestanti che hanno tolto il presidio in via Ernesto Basile si sono spostati in massa a piazza Indipendenza, mandando in tilt il traffico. Altri presidi restano anche in viale Strasburgo e via Oreto. I forconi hanno protestato anche davanti alla sede di “Riscossione Sicilia”, in via Enrico Albanese, sventolando mutande e appendendole sugli alberi al grido “siamo rimasti in mutande, prendetevi anche queste”.