Il fresco profumo della libertà. Ovvero la molla che fa rifiutare ogni tipo di compromesso morale. È questo passaggio di un discorso di Paolo Borsellino il tema scelto per la XVIII edizione del premio dedicato al magistrato assassinato da Cosa Nostra il 19 luglio del 1992. Presieduto dall’ex procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia e organizzato dall’associazione Società Civile, il premio si è concluso il 7 dicembre in Campidoglio, dove alla cerimonia finale ha preso parte anche il presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini. Quest’anno, tra i vincitori del premio Borsellino, ci sono anche due giornalisti del Fatto Quotidiano, Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, autori anche di diversi saggi d’inchiesta come “Profondo Nero”, “L’Agenda Rossa di Paolo Borsellino”, “L’Agenda Nera” e “Io So”, con lo stesso Ingroia.

I due cronisti siciliani, in passato giornalisti del quotidiano palermitano L’Ora e dell’agenzia Ansa, sono stati premiati “per l’attività di giornalisti d’inchiesta, per gli articoli, per i libri, per la capacità di riannodare fatti anche lontani tra loro e di leggerli in un unico contesto, per il coraggio e la grinta mostrati nel proprio lavoro”. Di recente, Lo Bianco e Rizza hanno anche subito una perquisizione, ordinata dalla procura di Catania, dopo aver pubblicato sul Fatto Quotidiano la notizia delle prime minacce dal carcere del boss Totò Riina al pm Nino Di Matteo. Tra i vincitori della XVIII edizione del premio Borsellino, anche il giornalista Giovanni Tizian, minacciato dalla ‘ndrangheta e costretto a vivere sotto scorta, e l’attore e scrittore Giulio Cavalli, in passato consigliere regionale in Lombardia. Completano l’albo d’oro del riconoscimento dedicato al magistrato palermitano anche l’attrice Rosy Canale, Luigina Di Liegro dell’omonima fondazione, Salvatore Calleri della fondazione Caponnetto, don Maurizio Patriciello, il sacerdote attivo nella Terra dei Fuochi in Campania, e il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti.

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