Dopo oltre un anno di trattative, minacce di procedure d’infarazione, cancellazione delle scorciatoie e modifiche dei piani iniziali, la Commissione Europea ha dato il suo via libera “alla ricapitalizzazione pubblica del Monte dei Paschi di Siena per 3,9 miliardi di euro e alle garanzie statali per 13 miliardi”. L’ok è stato ottenuto per motivi di stabilità finanziaria, “alla luce dell’impegno di Mps di reperire sul mercato capitali almeno 2,5 miliardi di euro e di rimborsare la totalità dei titoli sottoscritti dallo Stato entro cinque anni”. In particolare Bruxelles è ora persuasa del fatto che il nuovo il piano di ristrutturazione della banca senese “garantisca la redditività a lungo termine della banca, preveda un contributo adeguato da parte di Mps ai costi della ristrutturazione e riduca le distorsioni della concorrenza derivanti dall’aiuto”, come si legge in una nota della Commissione Ue.

Per il Commissario alla Concorrenza Joaquìn Almunia “la nostra decisione dovrebbe assicurare che il capitale pubblico venga restituito a beneficio dei contribuenti italiani“. Secondo Bruxelles, infatti, la nuova versione del piano di ristrutturazione della banca “assicura che l’istituto tornerà redditizio sul lungo termine senza bisogno di nuovi aiuti di Stato”. In particolare la Commissione ha ottenuto che il piano sia “basato su ipotesi sufficientemente prudenti, in particolare in relazione alle ipotesi sullo spread dei titoli di Stato italiani. Su queste basi la banca prevede di raggiungere un rendimento di capitale competitivo al termine del periodo di ristrutturazione, in particolare sulla base di un miglioramento dell’efficienza e di una riduzione dei costi operativi. Nel contempo il profilo di rischio della banca sarà ridotto attraverso una migliore struttura di corporate governance, una riduzione dell’esposizione al debito sovrano e limitazioni all’attività di negoziazione. Anche la remunerazione dei dirigenti sarà sottoposta ad un limite massimo”.

Inoltre, il piano di ristrutturazione prevede “un sufficiente contributo ai costi della ristrutturazione da parte di Mps al fine di ridurre l’onere a carico del contribuente. Attraverso la riduzione del 25% dello stato patrimoniale il piano limita anche le distorsioni della concorrenza provocate dall’aiuto”.