Mentre a Campo de’ Fiori si consumavano gli scontri tra antagonisti e polizia, a Villa Madama si teneva il vertice tra Italia e Francia. Presenti il premier Enrico Letta e il presidente francese François Hollande, accompagnati da undici ministri per ogni delegazione. Tra i temi dell’ordine del giorno, il progetto del Tav Torino-Lione, che ha fatto scattare le proteste degli antagonisti. “Esprimo profondo dispiacere per gli incidenti che si sono verificati oggi a Roma, insieme all’auspicio e la speranza che non abbiano creato danni irreparabili”, è il primo commento del capo del governo sugli scontri di Campo de’ Fiori. “L’opera va avanti con la tempistica indicata perché è un asse strategico europeo ed è fondamentale che il nostro Paese sia dentro questi assi strategici europei”. Nella relazione finale del vertice, i governi di Italia e Francia dichiarano di considerare “la nuova linea Lione-Torino un cantiere aperto di cui sottolineano il carattere prioritario della realizzazione”. Ma nel vertice si è parlato anche di politiche economiche europee, di scenario internazionale e del tema dell’immigrazione.

Nel documento si sottolinea il ruolo fondamentale del sostegno finanziario europeo al progetto, definito “indispensabile alla realizzazione dell’opera”. In conferenza stampa, Hollande spiega che “i lavori potrebbero iniziare alla fine del 2014 o all’inizio del 2015”. E il capo del governo italiano ribadisce che l’opera “va avanti secondo la tempistica indicata”. Le delegazioni dei due Paesi, nel documento finale, evidenziano anche “l’importanza degli obiettivi raggiunti”, dalla ratifica dell’accordo di Roma del 2012 – in corso di approvazione al Parlamento italiano – all’accordo ottenuto sulla governance e gli statuti, all’avvio degli scavi della galleria geognostica di Chiomonte. Da Italia e Francia si conferma l’impegno “ad adottare sin da questo momento tutte le misure necessarie per ottenere il cofinanziamento comunitario ed in particolare a presentare nel 2014 alla Commissione una domanda congiunta per ottenere il sostegno europeo al tasso massimo per il periodo 2014-2020″. I due Paesi “incaricano la Conferenza intergovernativa Italia-Francia di perseguire ed intensificare gli sforzi per ottimizzare il montaggio economico e finanziario, comprese le misure relative al rapporto modale”, e “confermano l’impegno di Ltf delle procedure per il lancio della gara di appalto per i lavori di scavo della galleria geognostica di Saint Martin La Porte”.

Sul tavolo del vertice, anche le politiche europee in ambito economico. “Francia e Italia vogliono lavorare insieme perché la prossima legislatura sia quella della crescita, lasciandoci dietro la legislatura della sola austerità“, ha spiegato Enrico Letta in conferenza stampa. Il premier fa eco al documento del vertice, che parla di “risposte concrete alle esigenze dei nostri cittadini in materia di politiche sociali“: con “la lotta contro la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, è al centro delle nostre preoccupazioni e delle nostre azioni”. Italia e Francia “vogliono promuovere una nuova ambizione politica che si basi tanto sull’integrazione quanto sulla solidarietà: questo dovrebbe includere la realizzazione di una reale capacità finanziaria per l’Eurozona, in grado di finanziare politiche e investimenti” per crescita e occupazione. La dichiarazione congiunta del vertice italo-francese propone anche “a medio termine, uno strumento di bilancio comune” per “assorbire gli shock economici della zona euro”. Non a caso, a fine incontro, il premier italiano afferma: “E’ assolutamente necessario che il Consiglio europeo di dicembre permetta la partenza dell’Unione bancaria“. Inoltre, il presidente francese si pronuncia sul caso Alitalia: “Auspico che le discussioni tra AirFrance e Alitalia proseguano per ottenere i migliori risultati per le due compagnie”. Ma precisa di “non essere il presidente di Air France e che non tocca a me parlarne”.

E ancora, il documento comune definisce prioritaria una politica europea sull’immigrazione, a favore dei paesi del sud del Mediterraneo, principale bacino di provenienza dei flussi migratori. Roma e Parigi chiedono in particolare di appoggiare la transizione democratica nei paesi in questione, anche attraverso futuri programmi di cooperazione e di scambi di studenti. I due Paesi si impegnano in particolare a ” coordinare le loro azioni per ottenere il più ampio consenso possibile” al consiglio Ue. In tema di politica internazionale, i due Paesi garantiscono “appoggio agli sforzi attuali per la convocazione della conferenza di Ginevra 2” per la pace in Siria e si dicono favorevoli a una risoluzione non militare per la questione del nucleare iraniano.

Le critiche del Movimento Cinque Stelle. Piovono le critiche del Movimento Cinque Stelle sull’incontro bilatrerale che rimane: “Avvolto nel mistero”. “Sappiamo soltanto – aggiuge il gruppo Cinque Stelle alla Camera – che l’Italia si è presentata con un atto approvato da una sola Camera, del valore equivalente ai contratti del Monopoli“. I deputati si soffermano soprattutto sul tema Tav: “La politica che vuole le grandi opere inutili è collusa o ottusa?”. E si schierano con i manifestanti che hanno sfilato contro l’opera: “Mentre nelle segrete stanze si recita l’ormai noto copione sull’opera strategica, irreversibile, prioritaria (quanto è successo in Sardegna non imporrebbe serie riflessioni in merito?) e insostituibile panacea di tutti i mali dell’Italia, nelle strade di Roma assistiamo alla solita repressione nei confronti dei manifestanti No Tav giunti a Roma per ribadire le loro ragioni”.