Prima il proclama, poi la certezza: la Regione Emilia Romagna, la Provincia e il Comune di Bologna stanno lavorando per avere un salone ecologico dell’auto a Bologna al posto dell’oramai defunto Motor Show organizzato da Gl Events. Di nomi ancora non se ne fanno, ma di sicuro tra le parole ‘Motor’ e ‘Show’ per l’edizione 2014 andrà aggiunto anche l’aggettivo ‘Green‘. E proprio nella giornata in cui l’ex patron Motor Show, Alfredo Cazzola, aggiunge un ulteriore tassello a quello che è il suo progetto su una nuova kermesse dell’auto a Milano, a Bologna si riannodano i fili per uno spazio espositivo per tutte quelle marche automobilistiche che faranno del rispetto dell’ambiente il loro obiettivo imprenditoriale.

“Abbiamo intrapreso questo percorso ipotizzando l’evoluzione naturale del mondo dell’auto”, spiega al fattoquotidiano.it, l’assessore regionale alle Attività produttive ed allo Sviluppo sostenibile Giancarlo Muzzarelli, assieme al sindaco Merola e alla presidente della Provincia Beatrice Draghetti, presenti al summit qualche giorno fa con l’Ente Bologna Fiere. “La FIA sta organizzato per il 2014 la Formula E, il primo campionato con auto elettriche ma con tecnologia da F1 – continua – e soprattutto il salone di Francoforte insegna che le grandi case produttrici di auto rafforzano le vendite in questo settore: bisogna aggredire l’innovazione per restare sul mercato, questo è il dato da tenere a mente”.

Per questo il rilancio fieristico bolognese avrà le stigmate del rinnovamento ecologico: “Incontrerò il ministro dello sviluppo economico, Flavio Zanonato, al festival green di Ecomondo dal 6 al 9 novembre a Rimini. Con lui discuteremo del futuro salone dell’auto ecologico che si terrà a Bologna nel 2014”. Il budget dell’operazione sarà pressoché identico a quello del Motor Show di Gl Events (1,8 milioni di euro a stagione, ndr) che oltretutto, negli ultimi tre anni, si era comunque mosso in direzione ‘green’ con un intero padiglione, il 25, dedicato all’esposizione di nuovi modelli rigorosamente non inquinanti. Lo spazio denominato Electric City solo nel 2012 aveva messo in mostra le nuove auto Nissan (e-NV200), Renault (Twizy) e Smart.

“L’Emilia Romagna gioca la sua partita – prosegue Muzzarelli – la via Emilia è la strada dei motori, è un nostro marchio, il nostro brand”. La via Emilia è però anche una delle strade più inquinate d’Italia, come del resto la Pianura Padana, e questa improvvisa inversione ad U sulla fiera dei motori ecologici propone anche una linea politica più marcatamente ambientalista che ha un paio di paladini radicali nelle istituzioni locali. Ad esempio l’assessore comunale all’Ambiente, Andrea Colombo, che presentando la nuova app per far pagare la sosta delle auto a Bologna ha spiegato che “chi inquina usando l’auto e paga la sosta, finanzia direttamente l’incentivazione di mezzi pubblici ecologici e le ciclabili della città”; oppure l’assessore all’Ambiente della Provincia di Bologna, il renziano della prima ora Emanuele Burgin: “L’auto di domani non sarà uguale all’auto di oggi – ha spiegato quest’ultimo al fattoquotidiano.it – Non so se il suo futuro sarà a idrogeno, a metano o elettrico, ma vista la crisi del settore è ovvio e logico riconvertire in base alla sostenibilità ambientale. Se l’ente Fiera di Bologna si muove in questa direzione raccoglie il mio plauso”. Ora la palla passa ad Ente Fiera s.p.a., posseduta con oltre il 40% del capitale da Regione, Provincia e Comune di Bologna: “E’ una strada politica e culturale che percorriamo insieme”, chiosa Muzzarelli, “le tre istituzioni in questa operazione procedono compatte”.