La crisi dell’auto non lascia scampo e spazza via anche una delle manifestazioni più importanti del settore delle quattro ruote: il Motor Show di Bologna. Per la prima volta in quasi quarant’anni, infatti, la kermesse prevista per dicembre è stata cancellata. Ad annunciarlo è la stessa Gl events Italia, la società organizzatrice dell’evento, con un post su Facebook: “L’assenza del mercato ci spinge ad annullare l’edizione 2013 del salone, sia per rispetto verso il pubblico del Motor Show sia per lavorare in modo produttivo e concreto ad eventi futuri che possano contare di nuovo sulla massiccia presenza del settore”.

Un comunicato, quello del colosso francese, che non arriva a sorpresa. Se è vero che l’anno scorso, gli organizzatori avevano provato a guardare oltre la crisi, puntando su modelli green e meno inquinanti, quindi auto ibride o a metano, il declino dell’expo bolognese era comunque sotto gli occhi di tutti. Prima di tutto per la perdita di alcuni dei marchi più prestigiosi del settore. Negli ultimi anni avevano ritirato la propria partecipazione giganti del calibro della Toyota, del gruppo Bmw-Mini, della Chevrolet e della tedesca Opel. Ma anche i francesi Citroen e Peugeot, senza dimenticare il tira e molla della Fiat, anche nell’edizione precedente in bilico fino all’ultimo.

Una lista di assenze e defezioni sempre più lunga di edizione in edizione, e difficile da nascondere dietro lo sfarzo di grandi bolidi, signorine con tacco 12 e tentativi di svolte ecologiche. E infatti la fuga delle grandi case automobilistiche di tutto il mondo era stata accompagnata da un continuo segno meno nella vendita dei biglietti. Nel 2012, i visitatori paganti erano stati meno della metà del 2011, con un crollo vertiginoso da 840 mila a 400 mila in soli 12 mesi. Senza contare il calo di 300 mila entrate, già registrato dal 2008 al 2010.

“Gl events – si legge ancora nel comunicato che annuncia la chiusura della manifestazione – ha investito in modo importante negli ultimi 6 anni per garantire l’unico Salone italiano dell’automobile e per dare sostegno al settore auto in un Paese che dal 2007 ha perso oltre il 50% del mercato automobilistico. E si propone di continuare a operare nel nostro Paese ai fini di offrire un evento all’altezza delle aspettative di investitori e pubblico, che negli anni non ha mai fatto mancare il proprio sostegno”.

Insomma, secondo i promotori, quello di quest’anno potrebbe essere solo uno stop temporaneo, in attesa che si manifestino segnali di ripresa. Anche se è difficile da credere. Il recente aumento dell’Iva e gli ultimi dati che arrivano da Ministero dei trasporti non fanno ben sperare. Le cifre diramate da Roma descrivono un mercato italiano sempre più in sofferenza: ad agosto le immatricolazioni sono state 52997, rispetto alle 56715 dello scorso anno. Che significa un calo del 6, 6%, ossia quasi 4 punti in più rispetto a luglio. Mentre per quanto riguarda i primi nove mesi dell’anno, le vendite delle autovetture sono scese del 9% rispetto allo stesso periodo del 2012.