Lo hanno ucciso colpendolo a calci e pugni tanto da sfigurargli il viso e alla fine lo hanno anche investito con un’auto. E’ morto così ieri sera Antonio Leporace, 45 anni, originario di Manfredonia (Foggia) ma residente a Milano. Il cadavere dell’uomo è stato ritrovato questa mattina riverso fra i cespugli sull’argine del torrente Parma a Sant’Andrea di Torrile, piccola frazione a circa quindici chilometri a nord di Parma.

A scorgere in mezzo alla vegetazione il corpo è stato questa mattina attorno alle 7 un residente della zona che stava facendo una passeggiata con il cane, poi è toccato al custode di una chiesa, distante solo pochi metri dal luogo del ritrovamento, dare l’allarme alle forze dell’ordine. Leporace, al momento del ritrovamento, non aveva con sé documenti e cellulare e, oltre alle profonde ferite sul viso che hanno reso particolarmente complessa l’identificazione, aveva anche i pantaloni abbassati.

Secondo una prima ricostruzione, il quarantacinquenne sarebbe stato ucciso da più persone attorno alle 23. A quell’ora lo stesso custode della chiesa avrebbe raccontato agli inquirenti di aver sentito delle urla provenienti dal luogo dell’omicidio, ma senza dare peso alla cosa, visto che la zona è spesso frequentata da coppiette.

Per tutta la mattina lungo l’argine del torrente Parma hanno lavorato gli uomini della scientifica e i carabinieri, coordinati dal pm Lucia Russo, alla caccia di ulteriori indizi. Soprattutto resta ancora incomprensibile come mai Antonio Leporace si trovasse proprio in quel luogo disabitato in provincia di Parma. 45 anni, residente a Milano, l’uomo aveva diversi precedenti penali, in particolare legati al mondo della droga, ma non risulterebbero per ora collegamenti con la realtà parmense. Quattro mesi fa aveva saldato il suo ultimo debito con la giustizia ed era uscito dal carcere ma, probabilmente, aveva continuato ad avere legami con la malavita che gestisce il traffico della droga nell’area milanese, forse con ramificazioni anche in terra emiliana. Non è comunque escluso che sia stato attirato in una trappola, trascinato nella zona e poi ucciso.

Quello scoperto oggi è il sesto omicidio dall’inizio dell’anno in provincia di Parma. L’ultimo caso risaliva al 16 luglio quando nella sua abitazione parmense era stata uccisa Michelle Campos, giovane peruviana di vent’anni, colpita a morte con un martello dal fidanzato ventunenne. Il più efferato resta quello del 23 aprile quando a Sorbolo, paese della Bassa, un uomo di 40 anni, Antonio Muto, sparò sette colpi di pistola all’interno di un bar uccidendo Antonio La Penna, 50 anni, e ferendo gravemente la barista.