Una nota congiunta di 24 senatori del Pdl contro gli attacchi ai ministri del partito e in difesa dell’esecutivo guidato da Enrico Letta. “Non è più possibile tollerare la critica distruttiva e permanente” di parte del centrodestra “alla legge di stabilità e all’operato del governo di cui cinque nostri ministri fanno parte e a cui abbiamo riconfermato la fiducia meno di tre settimane fa su indicazione dello stesso presidente Berlusconi“, hanno scritto. Parole contro le quali interviene Sandro Bondi visto che segnano un “fatto gravissimo in quanto espressione di una corrente organizzata, attraverso cui si pretenderebbe di limitare in modi e toni inusuali il libero e legittimo confronto sulla legge di stabilità”. Un confronto che, puntualizza, “dovrà proseguire in occasione della riunione del gruppo parlamentare e degli organi del partito, in attesa dei quali ogni parlamentare può esprimere liberamente le proprie opinioni come del resto ho fatto anch’io”. Bondi, quindi, non dubita che “il segretario Alfano e il capogruppo Schifani vorranno stigmatizzare la dichiarazione di 24 senatori”. 

“Con riferimento alle dichiarazioni della collega senatrice Bonfrisco“, proseguono, “non è tollerabile che i toni e il linguaggio del dibattito politico dentro il Pdl degradino fino al livello utilizzato oggi nei confronti di Quagliariello e in questi giorni nei confronti di coloro che hanno espresso determinate posizioni”. I 24 si riferiscono alle dichiarazioni della senatrice Pdl Anna Cinzia Bonfrisco, componente della commissione Bilancio che ha definito Quagliariello “apprendista stregone”. Secondo la parlamentare è grave che il ministro “non prenda atto che le critiche a questa legge di Stabilità sono diffuse tra una larghissima parte di italiani e pressoché tra tutte le categorie economiche produttive. In special modo tra quel blocco sociale di ceto medio sempre più tartassato, fatto di lavoro autonomo professionale e imprenditoriale che il Pdl vuole continuare a rappresentare per difenderne le ragioni”. E aggiunge: “Non credo che stavolta agli italiani, già stremati da troppi sacrifici, possa bastare l’alambicco dove il professor Quagliariello si esercita da apprendista stregone per produrre stantie formulette paleo-politiche. Non convince noi, figuriamoci gli italiani!”.

Secondo gli autori della nota, “il confronto nel nostro gruppo e nel nostro partito deve riacquistare correttezza. In caso contrario, i reiterati richiami all’unità suonerebbero come moneta falsa, dietro la quale si cela la volontà di determinare una incompatibilità di fatto”. I firmatari della nota sono i senatori Piero Aiello, Andrea Augello, Antonio Azzollini, Laura Bianconi, Giovanni Bilardi, Antonio Stefano Caridi, Federica Chiavaroli, Riccardo Conti, Francesco Colucci, Luigi Compagna, Nico D’Ascola, Claudio Fazzone, Roberto Formigoni, Antonio Gentile, Carlo Giovanardi, Marcello Gualdani, Giuseppe Marinello, Bruno Mancuso, Paolo Naccarato, Giuseppe Pagano, Maurizio Sacconi, Francesco Scoma, Salvatore Torrisi, Guido Viceconte.