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Overshoot Day: meglio non parlarne

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Indovinello: “Quest’anno, 2013, è caduto il 20 di agosto. Ogni anno cade sempre in un giorno diverso. Che cos’è?”. Penso che ben poche persone in tutto il mondo sarebbero in grado di rispondere a questo quesito. Perché i media non ne parlano volentieri, i politici poi non ne parlano proprio perché non gli conviene. È la data dell’overshoot day, il giorno in cui si va oltre, si oltrepassano i limiti. Il giorno in cui, in ogni singolo anno, si sono già consumate le risorse del pianeta che sarebbero dovuto durare per 365 giorni. E si cominciano ad erodere le risorse dell’anno prossimo venturo.  Il Global Footprint Network calcola che il vivere sopra le nostre capacità, ovvero sopra le capacità della Terra, sia iniziato dagli anni settanta dello scorso secolo. Da allora l’escalation è continua. Ed al ferale banchetto in cui ci mangiamo il futuro è aumentato il numero dei commensali. Nessuno vuole rimanere indietro, nessuno si accontenta delle ossa.

Trasposizione a livello locale dell’overshoot day è l’impronta ecologica che ogni paese ha e che rappresenta il consumo di risorse naturali rispetto alla capacità che ha la terra di rigenerarle. L’Italia ha un’impronta ecologica tre volte superiore a quella che dovrebbe avere.

Il ricercatore Mario Tozzi riflette che se in ipotesi i cinesi mangiassero il pesce che mangiano i giapponesi, occorrerebbero 100 milioni di tonnellate all’anno, quando in tutto il mondo se ne ricavano attualmente 110 milioni di tonnellate ed esse stanno già trasformando il mare in un deserto in molte zone del globo.  E se sempre i cinesi mangiassero la carne che mangiano gli statunitensi, sarebbero necessarie 50 milioni di tonnellate di carne, ossia 345 milioni di tonnellate di mais. Cioè non sarebbe sufficiente il mais prodotto attualmente in tutto il mondo. E ben sappiamo quanto mangiare carne soprattutto nella misura dei “progrediti” statunitensi, sia una pura follia, nutrizionale, salutistica, energetica, ambientale.

Per rifarmi al mio precedente post, questi sono dati oggettivi, non propagandati da quei menagramo di ambientalisti…

Alla luce di quanto sopra, suona per lo meno singolare che i governanti del mondo predichino l’aumento del Pil. Assomigliano tanto al famoso quadro dei ciechi di Bruegel. Per quanto riguarda la nostra italietta, che è obesa nonostante la crisi, ecco Saccomanni: “Credo la recessione sia finita”; oppure Letta: “Ripresa nel prossimo semestre”; o ancora Confindustria: “Per l’Italia la ripresa è vicina”. O, come dicono altri: “si vede la luce in fondo al tunnel.” Insomma, il Pil virerà sul segno positivo.

Diversi anni fa, Beppe Grillo, intervenendo in diretta su un programma Rai dedicato al disastro dell’alluvione del Tanaro, commentò causticamente che avrebbe fatto aumentare il Pil. Questo è il nostro mondo dominato dal capitale: rapinatore, cinico, miope.

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