Serviva una Commissione di importanti scienziati per definire non scientificamente attendibile e rischioso il cosiddetto “metodo Stamina”? Evidentemente sì. Forse perché noi italiani siamo purtroppo un popolo di ignoranti (lo dicono le statistiche eh? Ultimi in Europa) con una cronica attrazione per i guru mediatici e le promesse impossibili pubblicizzate in TV. Il caso “Stamina” credo sia conosciuto e non serva aggiungere altro. L’ultimo atto è la sospensione della sperimentazione di questa pseudomedicina annunciato dal ministro della salute Beatrice Lorenzin. L’epilogo, per chi mastica scienza o si occupa di medicina, è anche fin troppo scontato.

Una terapia, qualsiasi essa sia (con particolare attenzione nel caso si intenda trattare malattie molto gravi), deve necessariamente (e qui ci aggiungiamo il buon senso, la logica, la legge, la scienza, la ragione…) percorrere alcune tappe: l’esperimento, la verifica ripetuta, il controllo e poi l’eventuale applicazione. Di queste tappe il “metodo Stamina” non ne ha percorse nemmeno una e le ha sostituite tutte con i video trasmessi in Tv e su Facebook. Che questa pseudocura quindi sia tutto tranne che scientifica è un dato di fatto oggettivo ed ora a confermarlo è anche chi la scienza la pratica, mentre, chissà perché, chi la cura la vende fa finta di niente ed aizza le folle contro ministri e scienziati (le folle sono fatte per essere aizzate, sia chiaro).

Il “no” alla sperimentazione segue la relazione del comitato nominato proprio per valutare l’attendibilità e la plausibilità delle “cure con staminali” del prof. Davide Vannoni che a detta dell’inventore sarebbero capaci di guarire malattie (centinaia) considerate inguaribili. Nulla di nuovo nel campo delle cure miracolose, sia inteso, nel mondo esistono decine di cliniche (soprattutto in Cina) che vendono pseudocure con staminali per tutti i gusti e le malattie, con tanto di hotel ed autista compresi nel pacchetto che hanno un solo scopo: attirare ingenui e disperati disposti a svuotare il portafogli (chi non può organizza collette e partite di beneficienza), ogni tanto c’è scappato pure il morto, ma è un effetto collaterale che viene taciuto perché i miracoli pubblicitari non prevedono insuccessi, hanno sempre un lieto fine. In Italia questo non è permesso, fortunatamente.

Il comitato scientifico ha sottolineato che il protocollo consegnato per iniziare la sperimentazione è descritto in maniera superficiale (e questo ricalca i motivi del rifiuto dell’ufficio brevetti Usa alla domanda di registrazione da parte di Vannoni), in pratica l’associazione Stamina nel protocollo consegnato non spiega come ottiene le sue “cellule miracolose”, non descrive le procedure per esaminare i donatori, non li sottopone neanche agli esami per malattie infettive ed altri rischi (infezioni, possibili contaminanti), insomma, quello descritto è un intruglio tanto confuso quanto potenzialmente pericoloso. Vannoni ha reagito alla notizia come ha già fatto altre volte e risponde sempre a modo suo (piuttosto colorito) alle osservazioni degli scienziati: non sono effettuati gli esami per le malattie infettive ai donatori? “Ma è ovvio, mica si dice al chirurgo di lavarsi le mani”.

No, non è “ovvio”, un protocollo deve percorrere tutti i passi, anche quelli che sembrano più “ovvi” per standardizzare una procedura e renderla identica ad ogni passaggio (qui per esempio il protocollo per disinfettare le ferite di un ospedale pubblico. Sì, si dice anche che bisogna lavarsi le mani). I rischi di infezione? “Ma quelle iniezioni sono fatte dovunque, anche in reparto” (non si sa perché questo dovrebbe diminuire il rischio di infezione, ma Vannoni ha risposto così), c’è il rischio di infondere frammenti ossei ai pazienti, non vi sono procedure di filtrazione (Vannoni: “ma noi le centrifughiamo, le cellule sono sterili”, solo che infilare pezzi di osso nel sistema nervoso non c’entra un cappero con la sterilità…).

Insomma, le motivazioni della bocciatura sono comprensibili, plausibili ed anche abbastanza chiare, il prodotto inventato dal professore non ha alcuna caratteristica che lo possa far ritenere meritevole di attenzione. Oltre al finale scientifico resta il fatto che di guariti non c’è traccia ma c’è invece traccia della casa farmaceutica che ha acquistato a suon di centinaia di migliaia di euro la tecnica di Vannoni e che annuncia l’apertura di cliniche all’estero dove le staminali, che inizialmente erano annunciate come “gratuite per tutti”, diventano improvvisamente a pagamento, qualcuno (il 30% dice il patron di Medestea) riuscirà ad averle anche gratis.

Si ritorna al punto di partenza. Tutto questo parlare e muovere governi, ministri e comitati per finire in una clinica cinese a vendere cellule staminali che guariscono tutte le malattie con tanto di hotel ed autista compresi nel pacchetto? Ci voleva tanto? No, ci voleva solo un po’ di pubblicità televisiva, fatta questa, ora chi vuole potrà spendere i suoi soldi in un viaggio della speranza tanto lungo quanto inutile. In bocca al lupo ai viaggiatori.

Ah, chi continua a prendersela con il governo, i giornalisti, gli scienziati, non si faccia infinocchiare, se la prenda con il signore che ha inventato la cura per tutti i mali ma non è stato capace di regalare la presunta cura al mondo, né almeno di dimostrarne scientificamente gli effetti, oppure di fare una semplice e banale operazione: mostrare al mondo i guariti, d’altra parte la pseudocura la usa da decine di anni, li faccia uscire allo scoperto, dove sono nascosti? Ci sono ciechi che hanno visto dopo un viaggio a Lourdes, paralitici che sono tornati a camminare perché li ha toccati un guaritore, malati che sono guariti dopo aver bevuto succo di frutta, c’è un solo modo per distinguere un ciarlatano da un genio: dimostrare di non essere un ciarlatano. Vannoni, cosa ha dimostrato fino ad ora?

Ma c’è un’altra possibilità per Vannoni, in un attimo potrebbe zittire gli scienziati che lo hanno criticato, gli esperti che lo hanno bocciato, può dimostrare definitivamente di avere ragione e che le accuse ricevute sono campate in aria: renda noti i suoi protocolli (glielo chiedono da sempre), li faccia sfogliare, leggere, studiare pagina per pagina da tutti gli studiosi del mondo, così si capirebbe chi è il genio e chi il ciarlatano, chi vuole curare e chi imbrogliare. Perché noi saremmo pure succubi della pubblicità, ma ragazzi, un po’ di furbizia usiamola ogni tanto…