Fabio Fazio nel 2010 è riuscito a concedere la comoda tribuna di Vieni via con me a Roberto Maroni che aveva preteso il diritto di replica sulle affermazioni di Saviano.

Domenica scorsa, il presidente del Consiglio Enrico Letta ha detto una balla colossale in tv (video minuto 26′) su una circostanza più nitida e meno opinabile delle infiltrazioni della criminalità in terra di Lega: il premier ha affermato in tv che il Partito democratico è a favore del Mattarellum e che il Movimento 5stelle vuole invece il Porcellum.

Dopo la trasmissione Grillo ha scritto un post sul suo blog e ha inscenato una manifestazione di protesta davanti alla Rai per ricordare che le cose non stanno così.

Il 29 maggio il Movimento 5 stelle ha votato a favore del Mattarellum e proprio Enrico Letta ha votato e fatto votare il Pd a favore del mantenimento del Porcellum. Il primo firmatario della mozione fatta propria dai grillini e da Sel, il pd Roberto Giachetti, ha scritto un testo che gli fa onore e che né Repubblica né il Corriere della Sera né gli altri grandi quotidiani delle grandi intese e delle grandi censure hanno riportato. 

“Io penso che in politica – scrive Giachetti – al di là delle dichiarazioni (sono anni che inseguiamo dichiarazioni roboanti sulla volontà di cancellare il Porcellum), delle buone o delle cattive intenzioni, contano i fatti. E i fatti, purtroppo, parlano chiaro: quando più di quattro mesi fa 100 deputati di quasi tutti i gruppi misero a disposizione del Parlamento la possibilità di passare dalle parole ai fatti, cioè di cancellare il Porcellum, Letta chiese al Pd di votare contro quella mozione, ponendo sostanzialmente una questione di fiducia; il Pd si sottomise a quella richiesta e quella mozione fu votata solo da Sel, dal Movimento 5 stelle, dal deputato pdl Martino e dal sottoscritto. Questi sono i fatti. Avrei tanto voluto che i fatti stessero in altro modo. Oggi non saremmo in queste condizioni e in questa trappola”.

Una trappola comoda per il Pd. La questione non è secondaria: la riforma elettorale è il maggiore alibi del la sconcia alleanza del Pd con Berlusconi e i suoi epigoni.

La domanda che Fazio non ha posto quel giorno a Letta è la domanda centrale: se Giachetti ripresentasse la sua mozione per eliminare la vergogna del Porcellum e ripristinare il Mattarellum, Letta la voterebbe? E Grillo cosa farebbe a quel punto? Fazio ha una sola strada per sanare la ferita inferta da Letta alla pubblica opinione, approfittando della sua compiacenza: deve invitare il protagonista di questa vicenda esemplare per dire davvero come stanno le cose.

Perché la vera notizia di questa storia è l’esistenza di un politico che dice la verità, anche quando non conviene alla sua parte e al suo tornaconto personale. Se la Rai è ancora un servizio pubblico, il prossimo ospite di Fazio non deve essere Letta né Grillo, ma Roberto Giachetti.

Il Fatto Quotidiano, 3 Ottobre 2013