Gli accordi con gli altri azionisti del Corriere della Sera non sono ancora definiti, anzi, il chiarimento è stato rinviato di una settimana al 14 ottobre, ma la Fiat ha fretta di presidiare più da vicino la Rcs di cui è recentemente diventata il primo socio. Nelle prossime ore, Raffaella Papa, l’attuale direttore delle funzioni centrali dell’editrice La Stampa (100% Fiat), si trasferirà all’editrice milanese dove assumerà i compiti di direttore centrale con due diverse competenze: la prima riguarderà il ruolo di vera e proria cinghia di trasmissione tra l’amministratore delegato Pietro Scott Jovane e l’azienda per snellire la realizzazione dei piani interni di sviluppo; la seconda invece riguarderà lo sviluppo Rcs con particolare attenzione agli asset non strategici ancora presenti nel gruppo e lo studio di tutte le opzioni possibili per il loro futuro.

Un compito, quest’ultimo, nel quale Raffaella Papa ha acquisito una particolare esperienza all’inizio della sua carriera di manager in Ifil, la finanziaria del gruppo Agnelli-Fiat poi diventata Exor. Poco più che quarantenne, Raffaella Papa per dieci anni si è occupata del settore investimenti in Ifil-Exor, dopo sei anni trascorsi in Rinascente, ed era stata chiamata a La Stampa nel 2011. La sua prossima nomina, negli ambienti editoriali torinesi, viene giudicata “tutta targata Rcs” e non collegabile alle voci che da giorni danno per imminente l’accordo tra le concessionarie pubblicitarie de La Stampa (Publikompass) e del Corriere della Sera (Rcs Pubblicità) a conclusione di una trattativa cominciata due anni fa con uno scambio di informazioni industriali e un precedente contatto, poi lasciato cadere, tra la Publikompass e la Manzoni Spa, concessionaria del gruppo Espresso-La Repubblica.

Intanto, a monte della catena di controllo di Rcs continuano le trattative tra i soci. Il patto di sindacato che controlla l’editrice è stato rinviato al 14 ottobre, rispetto alla data indicata originariamente dal presidente vicario Francesco Merloni al 7 ottobre. Lo slittamento di una settimana consentirà più tempo per i contatti avviati tra tutti i soci, sindacati e non, dal giurista Piergaetano Marchetti su richiesta del patto stesso che è in scadenza. Gli equilibri dell’accordo sono profondamente cambiati dopo l’aumento di capitale di questa estate e se l’intesa non venisse rinnovata neppure con un alleggerimento dei vecchi vincoli, la Consob sarà chiamata a pronunciarsi sul cambio di controllo.