Sì alle dimissione in massa in caso di decadenza di Silvio Berlusconi. I parlamentari del Pdl riuniti nella sala della Regina hanno risposto con una acclamazione, davanti al leader del partito, alla domanda dei presidenti dei gruppi di Camera e Senato Renato Brunetta e Renato Schifani se vi fosse la disponibilità a rimettere il mandato parlamentare nelle loro mani un momento dopo la pronuncia della Giunta delle Elezioni e delle Immunità di palazzo Madama. ”No, non sono mai state ventilate ipotesi di dimissioni di massa. Abbiamo invitato ciascun parlamentare a riflettere e a decidere secondo coscienza in caso di decadenza” ha spiegato Brunetta.

La riunione è la terza di una 24 ore di incontri iniziata ieri sera per cercare di mettere ordine nel rinato partito di Forza Italia e per evitare di essere avviluppati nella tela che Enrico Letta sta tessendo per blindare il governo; chiedendo a tutti i partiti di firmare un documento ripartenza già venerdì al prossimo Cdm. Intanto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si riserva di verificare con maggiore esattezza quali siano state le conclusioni dell’assemblea dei parlamentari del Pdl.

Berlusconi: “Con Forza Italia possiamo puntare al 36% dei voti”. “Con Forza Italia ho buttato il cuore oltre l’ostacolo, proprio come successe nel ’94. Con Forza Italia possiamo puntare a tornare ad avere il 36% dei voti” ha detto Berlusconi arringando i gruppi Pdl. “Sono i giorni più brutti della mia vita. Essere stato buttato fuori per un’accusa così infamante. Sono 55 giorni che non dormo” ha spiegato l’ex premier, a quanto hanno raccontato alcuni presenti. ”Ho perso 11 chili, uno per ogni anno di galera che mi vorrebbero far fare. Vogliono buttarmi fuori dalla storia. Mi descrivono e mi vogliono far passare alla storia come uno che ruba ai cittadini. Io non ho mai rubato. E’ in corso un’operazione eversiva che sovverte lo stato di diritto ad opera di magistratura democratica. La democrazia non c’è più”. L’ex capo del governo ha spiegato – riferiscono alcuni presenti – che i club di Fi devono essere organizzati uno per Comune. 

Data per acquisita questa disponibilità a dimettersi la riunione ha messo a punto alcuni passaggi formali ma per grandi linee si prevede che nei prossimi giorni ogni singolo deputato e senatore firmerà una lettera di dimissioni che consegnerà al proprio capogruppo il quale poi provvederà a formalizzare queste dimissioni ‘collettive’ nelle rispettive assemblee dopo la decisione, che si presume negativa, della camera di consiglio della Giunta del Senato. 

“Dobbiamo rifare i club di Forza Italia perché Fi è la nuova prospettiva” ha argomentato Berlusconi che ha una bozza della nuova organizzazione. “La sinistra tripudia perché pensa di aver aperta la strada verso il potere avendomi condannato”, ma Berlusconi punta il dito non solo contro il Pd ma anche contro gli ex amici: “Voi tutti sapete che personaggio è De Gregorio. Ebbe guai forti con la giustizia…”. L’ex premier ha anche ripercorso l’intera vicenda smentendo diverse volte che l’ex senatore abbia mai ricevuto soldi da esponenti del partito. “Io non mollo il mio dovere è resistere e combattere nonostante sia molto difficile perché ho contro tutti – ha proseguito – Abbiamo di fronte a noi una battaglia dura ma abbiamo il dovere di combattere per i nostri figli. Ci prepariamo a vincere prossima campagna elettorale. Dal ’94 la sinistra non è cambiata, sono sempre gli stessi. Non si sono ancora ravveduti, la loro ideologia è criminale, sono invidiosi”. 

“Questo è un partito che non si dividerà, è unito e compatto e resterà tale. Perché è stretto intorno al suo leader al quale è legato dall’affetto, dalla stima e dalla forza degli ideali comuni” afferma il segretario del Pdl Angelino Alfano parlando all’assemblea. 

Il M5S: “Fa sorridere la proposta, voteremo a favore loro decadenza”. ”Fa sorridere la proposta di dimissioni in massa dei parlamentari Pdl in caso di decadenza del condannato a 4 anni Berlusconi, come prescrive la legge. Nessun problema. Li prendiamo in parola. In caso di dimissioni in massa dei parlamentari Pdl, voteremo a favore della loro decadenza, come tra l’altro abbiamo sempre fatto in questa legislatura – dice Nicola Morra Capogruppo del Movimento 5 Stelle– . In questo modo entreranno in carica alla Camera ed al Senato i primi dei non eletti nelle liste Pdl. Finalmente un po’ di ricambio!”. Usa l’ironia Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera e deputato del M5S: “I Parlamentari Pdl hanno deciso che se decadrá Berlusconi rassegneranno le dimissioni. Spero che manterranno una promessa per la prima volta in 20 anni – scrive su Facebook .  Soprattutto buttando alle ortiche i 7 milioni di voti che hanno ottenuto alle ultime elezioni (ma su questo non saprei chi è vittima e chi carnefice). Non vedo l’ora di tornare alle elezioni e mandarli definitivamente a casa. Ormai Pd e Pdl hanno dimostrato che se due aziende improduttive si consorziano restano improduttive”.

Epifani: “Prova irresponsabilità”, Franceschini: “Pressioni a vuoto”. “Le decisioni e i toni incredibili usati oggi dal Pdl sono l’ennesima prova di irresponsabilità nei confronti del Paese” afferma il segretario del Pd, Guglielmo Epifani aggiungendo che “il Pdl pensa a sfasciare tutto, a rendere instabile l’azione del governo volta a risolvere i problemi degli italiani”. Il segretario del Pd fa anche presente che il presidente del Consiglio è a New York a rappresentare l’Italia di fronte all’Onu e ai mercati mondiali. “In Parlamento – aggiunge – il Partito Democratico è impegnato nell’approvazione delle riforme. Ogni giorno vengono messi in discussione delicati assetti del sistema industriale e dei servivi. E il Pdl pensa a sfasciare tutto, a rendere instabile l’azione del governo volta a risolvere i problemi degli italiani. Difficile credere che si possa arrivare a tanto. I cittadini possono verificare ancora una volta chi tra mille difficoltà si adopera per fare e chi invece vuole buttare tutto all’aria”. Anche il Senatur dice la sua: “Non è il momento” per le dimissioni dei parlamentari del Pdl, “è invece il momento di stare in aula e rompere le palle al governo” dice Umberto Bossi al telefono con LaPresse. Il Senatur si dichiara contrario ad appoggiare la decisione dei deputati e dei senatori azzurri di dimettersi qualora la giunta votasse la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. 

“Mentre il Presidente del Consiglio parla all’Onu e lavora per rafforzare la credibilità internazionale del nostro Paese, mentre affrontiamo emergenze di ogni tipo ci troviamo di fronte a parole e gesti di una gravita assoluta. Se qualcuno pensa che siano forme di pressione sappia che sono pressioni a vuoto” dice Dario Franceschini, ministro per i Rapporti con il Parlamento. “Non c’è commento alle dichiarazioni di un condannato” dice il segretario di Magistratura Democratica, Anna Canepa.

Santanché: “Siamo diversi da loro, siamo uniti come un sol uomo”. “Noi siamo diversi da loro. Mi rendo conto che Epifani e Franceschini non possano capire la profondità della nostra scelta e credere che andremo fino in fondo con grande determinazione e coerenza. A differenza di loro della sinistra, noi siamo uniti come un solo uomo: se Silvio Berlusconi – ha affermato Daniela Santanchè – decade dal Parlamento, noi che siamo tutti Berlusconi, siamo tutti decaduti con lui. Altra cosa per loro difficile da comprendere – e per noi invece ovvia e scontata – è che non può esserci Berlusconi fuori dal Parlamento e noi dentro. Lo sappiano. Questa è una garanzia”.  

Il ministro Lupi: “Ogni parlamentare deciederà cosa fare”. “Da qui al 4 ottobre ogni parlamentare del Pdl deciderà cosa fare”. Così a ‘Radio Anch’io’, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi. Il Pdl, aggiunge, “ha dimostrato unità profonda intorno al presidente Silvio Berlusconi che ha posto, e noi con lui, la grande questione della democrazia del Paese e cioè che una grande forza dei moderati italiani sia senza leader per una decisione della Magistratura”. Al centrosinistra, conclude, “dicamo di non avere un pregiudizio e di affrontare il tema della giustizia”.