A Parma cominciano le prove generali per lo ius soli. I Cinque stelle in accordo con il Pd hanno dato il via libera a un provvedimento per concedere la “cittadinanza civica” ai figli di stranieri che risiedono in Italia da almeno cinque anni. Due volte all’anno a 500 bambini con genitori senza cittadinanza italiana sarà conferito il riconoscimento che concederà loro la “cittadinanza parmigiana”. Un gesto puramente simbolico per ora, in attesa che l’argomento venga discusso anche a livello nazionale, ma che potrebbe sollevare un polverone all’interno del Movimento 5 stelle e portare a uno strappo con Beppe Grillo, che più volte ha espresso le sue perplessità sullo ius soli, ammettendo eventuali cambiamenti delle regole solo con un referendum.

Parma però, almeno nelle idee e nei primi atti, sembra seguire un’altra direzione, e la cittadinanza civica ai figli di immigrati regolari ne è una prova. Non è la prima volta che i Cinque stelle ducali e Grillo hanno visioni differenti, e ultimamente il sindaco Federico Pizzarotti ha espresso opinioni non del tutto in linea con il leader del Movimento su temi come il porcellum o la durata del governo. Da ultima, la questione inceneritore e “Food Valley avvelenata”, che ha costretto il sindaco a giustificare di fronte alla città le dure affermazioni di Grillo, che sul blog ha continuato a pubblicare post contro l’accensione dell’impianto, come l’appello dell’attore Jeremy Irons.

La proposta di introdurre la cittadinanza civica per i figli di stranieri era stata sollevata dal consigliere del Pd Alessandro Volta e in commissione Affari istituzionali ha incontrato il favore dei consiglieri Cinque stelle. Unici ad opporsi all’intesa Udc e Pdl, che hanno sottolineato l’inutilità del provvedimento, dal momento che è di natura simbolica e non produce alcun effetto. “La normativa locale non può sostituirsi a quella nazionale” ha fatto notare Giuseppe Pellacini (Udc). A livello giuridico per i figli di immigrati le cose non cambieranno, ma la cittadinanza civica sarà un riconoscimento territoriale, che li attesta come “parmigiani”, anche se fino al compimento della maggiore età non potranno fare richiesta di carta di identità o passaporto italiano.

Per il via libera ufficiale si dovrà attendere il prossimo consiglio comunale del 17 settembre, quando l’assemblea sarà chiamata a votare la delibera approvata in commissione, ma con la maggioranza che i Cinque stelle hanno sui banchi la votazione sarà solo una questione di formalità.