Beppe Grillo insiste: con questo parlamento non è possibile cambiare la legge elettorale. Dopo aver manifestato nei giorni scorsi la volontà di andare al voto anche col Porcellum, sul blog del leader del Movimento 5 stelle si torna a parlare di riforma elettorale. Stavolta il post non è direttamente di Beppe Grillo, ma a firma di Matteo Incerti, uno dei responsabili della comunicazione al Senato. Che riepiloga i fatti salienti degli ultimi mesi per sottolineare come la colpa della mancata riforma non sia del Movimento, bensì degli altri partiti che siedono in parlamento. E conclude che, stante così la situazione, sarà impossibile abolire il Porcellum. Stesso concetto già espresso da Grillo che aveva detto: “Torniamo subito alle urne, la legge elettorale la cambierà il M5s quando sarà al governo.

Nel mirino di Incerti c’è soprattutto il Partito Democratico. La ricostruzione parte infatti dal 20 aprile scorso, giorno dell’elezione del presidente della Repubblica: “I parlamentari del Pd non votano né Prodi (fondatore del Pd e dell’Ulivo e l’unico ad aver sconfitto Berlusconi nelle urne due volte) e nemmeno Rodotà (costituzionalista di sinistra e non del Movimento 5 Stelle) come presidente della Repubblica. Preferiscono rieleggere l’88enne Giorgio Napolitano insieme a Berlusconi”, ricorda Incerti. 

Altro passaggio fondamentale il 29 maggio:  “Alla Camera il Pd insieme al Pdl vota contro la mozione Giacchetti (Pd) per abolire il Porcellum e tornare alla legge elettorale precedente (voto a favore solo da parte di Movimento 5 Stelle e Sel). Nello stesso giorno il Senato boccia la mozione del Movimento 5 Stelle che propone strumenti di democrazia diretta“.

Così si arriva in estate, all’8 agosto. Quando “in Senato il Pd insieme al Pdl vota ‘no’ alla richiesta di esame d’urgenza della legge elettorale “Parlamento Pulito” proposta dal M5S (sulla base della legge popolare del 2007 mai discussa in tutti questi anni. ). La proposta conteneva anche l’elezione diretta da parte dei cittadini dei candidato a Camera e Senato”. I fatti, secondo Incerti, sono sufficientemente chiari. E il consulente del M5s tira quindi le conclusioni del suo ragionamento: “In questo Parlamento, non per colpa dei parlamentari del M5S, non esiste una maggioranza parlamentare per cambiare in senso democratico la legge elettorale esistente contro la quale il M5S si è sempre battuto”. “Il Pd(menoelle) – conclude Incerti – la finisca di dare la colpa ad altri per quello che non ha mai fatto in 8 anni e neanche in questi 5 mesi. Se le “speranze” non si tramutano mai in fatti, si tratta solo di prese in giro per i cittadini.

Sempre dal blog di Grillo arriva poi anche un attacco diretto a Matteo Renzi, definito “uomo delle banche e dei capitali”. “Matteo Renzi – si legge sul sito – non dice mai una cosa vicina alla gente comune, all’operaio che, tornato dalle ferie, ha trovato la fabbrica chiusa, al disoccupato, all’infermiere. Niente. E’ più forte di lui. Non ci riesce”.

Per dimostrarlo, vengono ricordate alcune uscite di Renzi su temi sociali che hanno fatto molto discutere in passato. Come quando si dichiarò “contrario” ai matrimoni gay nel 2008, o favorevole alla Tav nel 2011. O ancora, quando disse di “stare dalla parte di Marchionne“; o sull’articolo 18 dichiarò: “Usando un tecnicismo giuridico, non me ne po’ frega de’ meno”.

“Il fu giovane Renzie – conclude il post – lo si ricorda per le sue comparsate, in giubbetto di pelle, da Maria De Filippi e per le sue blindate cene milanesi con l’alta finanza. E’ l’uomo delle banche e dei capitali”.