Ha iniziato a lavorare per Microsoft nel 1980 ed è diventato amministratore delegato nel 2000. Ma dopo tredici anni ai vertici dell’azienda – in cui spiega di avere portato la società da un fatturato di 7,5 milioni di dollari a uno di 78 miliardi, con un numero di dipendenti passato da 30 a oltre 100 mila – Steve Ballmer, 57 anni, annuncia di volere ritirarsi entro i prossimi dodici mesi, confermando le voci che circolavano da tempo. Una notizia accolta positivamente dai mercati, con un balzo del 7,72% a 34,55 dollari di Microsoft sul Dow Jones

L’uscita di scena avverrà al termine del processo di selezione del suo successore e il board dei direttori ha già nominato un comitato speciale. L’organismo – di cui fa parte lo stesso Gates, in qualità di presidente – lavorerà con la società di cacciatori di teste Heidrick & Struggles e “valuterà candidati sia interni che esterni”.

“Non c’è mai un tempo perfetto per questo tipo di transizione ma ora è il momento giusto”, scrive Ballmer nella lettera ai dipendenti in cui annuncia il suo addio. “Amo questa compagnia, il modo con cui abbiamo contributo a inventare e diffondere il pc e sono orgoglioso dei risultati raggiunti”. Al successo di Microsoft, l’ad dimissionario sente di “avere avuto una parte, essendomi sempre impegnato emotivamente al cento per cento”.

Ma ora, aggiunge, alla luce delle nuove linee guida dell’azienda, “abbiamo bisogno di un Ceo che sarà qui per un mandato più lungo”. Ballmer conclude ribadendo il proprio legame con l’azienda visto che “punto a rimanere uno dei più grandi azionisti di Microsoft”. Grazie alle stock option accumulate in questi 33 anni, infatti, la quota di Ballmer ammonterebbe a oltre 333 milioni di azioni (4,2% del totale), la quota personale più grande dopo quella di Bill Gates: la fortuna dell’ad è pertanto stimata nel 2013 a 15,2 miliardi di dollari.