Il soldato semplice americano Bradley Manning è stato condannato a 35 anni di prigione dalla corte marziale, che lo ha trovato colpevole di spionaggio per aver consegnato a Wikileaks il materiale segreto sulle guerre statunitensi. La sentenza del giudice ha ridotto notevolmente la pena rispetto alle richieste dei procuratori militari che avevano chiesto una condanna a 60 anni di prigione per il militare 25enne. La difesa aveva chiesto 25anni di detenzione. Per le sue colpe rischiava un massimo di pena di 90 anni. Assieme alla condanna di 35 anni, la Corte ha sentenziato anche che Manning viene cacciato con ‘disonore’ dalle Forze Armate.

Durante la lettura della sentenza, Bradley Manning è rimasto impassibile. Ma poi si è seduto ed ha battuto le mani, secondo quanto riporta la Bbc, prima di essere portato via dall’aula. Mentre Manning lasciava l’aula alcuni suoi fan hanno fatto urla di sostegno: “Siamo ancora qui a combattere per te”, “Ti amiamo, Bradley”. Una zia ed una cugina di Manning sono scoppiate in lacrime. Secondo quanto ha riportato il portavoce della coalizione che sostiene la causa di Manning, che afferma che il militare è un coraggioso che mostrato a mondo gli errori ed orrori della guerra e non un traditore, ora verrà presentata a Barack Obama una richiesta di grazia per Manning. Il portavoce di Bradleymanning.org, Nathan Fuller, ha detto che l’avvocato del militare, David Coombs, presenterà la formale richiesta al presidente.

Subito dopo la diffusione della notizia della condanna, inoltre, Amnesty International ha fatto appello al presidente Barack Obama perché commuti la pena al soldato dell’intelligence e apra invece un’inchiesta sugli abusi da lui denunciati. “Manning ha fatto quel che ha fatto per aprire un significativo dibattito pubblico sui costi della guerra e sulla condotta delle forze armate Usa in Iraq e Afghanistan“, ha detto Widney Brown, direttore per i diritti internazionali dell’organizzazione umanitaria: “Anziché fare il possibile per incarcerarlo per decenni il governo americano dovrebbe fare il possibile per investigare e punire gravi violazioni di diritti umani commessi dai suoi uomini in nome dell’antiterrorismo”.