Prima celebrato come eroe di guerra, poi condannato alla castrazione chimica per “indecenza” e semplicemente per il suo essere omosessuale. Infine costretto al suicidio, così è stato ricostruito dagli storici, due anni dopo la sentenza che, nel dopoguerra, lo fece entrare in forte depressione. Ora, a più di 60 anni dalle vicende, Alan Turing, matematico, logico, conosciuto anche come uno dei padri dell’informatica e dell’intelligenza artificiale, verrà ufficialmente “perdonato” dal governo inglese, che annullerà quella sentenza di condanna e lo riabiliterà finalmente, inserendolo nell’empireo dei grandi uomini che contribuirono alla sconfitta del potere nazista. Lo ha fatto sapere il governo di coalizione fra conservatori e liberaldemocratici guidato da David Cameron. A ottobre verrà ufficialmente discusso in parlamento il disegno di legge per la riabilitazione di Turing. Ma non tutti sono contenti per questa mossa del governo, che è arrivata a pochi giorni dall’approvazione del matrimonio gay e dal sigillo della Regina alle nozze fra persone dello stesso sesso. Ben Summerskill, direttore dell’associazione gay Stonewall – una sorta di Arcigay britannica – ha bollato la mossa del governo come “ipocrita”. E ha aggiunto: “Questo non servirà a rendere giustizia alla figura di Turing. Meglio sarebbe che il suo pensiero venisse insegnato nelle scuole a ogni bambino. Questo gli renderebbe veramente giustizia”.  

A Turing, nei mesi passati, è stata dedicata un’importante mostra del museo londinese della Scienza. Una mostra, tuttavia, che si concentrava più sulle sue scoperte tecniche che sulla sua vita privata. Turing, infatti, riuscì a decodificare le comunicazioni segrete dei nazisti, aiutando così a vincere la Seconda Guerra Mondiale. Secondo molti studiosi, la scoperta di Turing avrebbe evitato la morte di ulteriori centinaia di migliaia di persone. Ora la stampa britannica dice apertamente che Turing fu “torturato” per il suo essere gay. Torture che il governo cerca di cancellare col bianchetto, approvando una legge che, appunto, pulisca la fedina penale di Turing e di altri importanti condannati. Dal 1885, anno dell’editto vittoriano sugli omosessuali, al 1967, ben 49mila persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender furono condannate nel Regno Unito semplicemente per il loro essere e per il loro stile di vita. Fra queste, uno dei più famosi fu lo scrittore, poeta, dandy e regista teatrale Oscar Wilde. Turing molto probabilmente – non vi è assoluta certezza – si avvelenò, molti altri si tolsero la vita o finirono nei manicomi di Stato.

Ora, appunto, il perdono. Per il quale il partito laburista all’opposizione ha sempre premuto. Sadiq Khan, musulmano, parlamentare del Labour e ministro ombra per gli affari relativi alla capitale, pochi mesi fa esortò l’esecutivo. “C’è un lavoro che non è mai stato completato, il governo deve perdonare Turing. A cento anni dalla sua nascita, è giunto il momento di correggere questo grande errore storico”. Da parte sua, il governo assicura che la legge di perdono passerà, al netto di qualche emendamento che forse ne rallenterà l’approvazione. Ai parlamentari, tuttavia, verrà data libertà di voto secondo la loro coscienza. Turing decodificò le comunicazioni fra nazisti, scritte in codice Enigma, così chiamato dal nome del marchingegno usato per cifrare e decifare messaggi e informazioni. “Ma il vero enigma è il perché nel Regno Unito si sia arrivati così tardi a un passo indietro ufficiale su Turing”, dicono ora gli attivisti gay del Paese. Leggenda vuole che Turing morì mordendo una mela avvelenata e che Steve Jobs si ispirò a lui quando pensò al logo della Apple.