Tante ne ha affrontate nella vita, ma mai avrebbe pensato di essere preso in giro da un gruppo di deputati per la sua malattia. Matteo Dall’Osso, 34 anni di Bologna, è parlamentare del Movimento 5 Stelle. Dal 2003 soffre di sclerosi multipla e da quel giorno ha fatto della sua condizione una battaglia che porta in giro per l’Italia. In Parlamento durante la discussione sul decreto del Fare, è stato vittima della derisione di alcuni colleghi per essersi bloccato mentre parlava: “Stavo leggendo il mio discorso”, ha detto Dall’Osso al fattoquotidiano.it, “e sentivo il brusio dietro, ma ormai qui dentro siamo abituati. E’ un continuo tifo da stadio per qualsiasi cosa”. La denuncia è arrivata da Giulia Di Vita, la vicina di banco che ha scritto un post sul blog di Beppe Grillo. “A me è venuto da ridere”, continua Dall’Osso, “cosa c’è da dire a queste persone? Ma la situazione è incredibile. Io penso, se anche non fossi stato malato, che motivano avevano di prendermi in giro? Perché parlavo male? Non ha senso”. Brusio di sottofondo dai banchi a destra dell’emiciclo della Camera, quelli dove siedono i deputati di Partito democratico e Scelta civica. “Qualcuno ha gridato: ‘dategli il foglio giusto così non si sbaglia’. Ma cosa devo dire a persone così? Non so. Io sono un ingegnere, sono sempre stato abituato a lavorare dalle sette del mattino alle otto di sera, ma mai a fare una nottata. Anche il mio fisico era un po’ in difficoltà”. 

La denuncia è partita dalla collega Di Vita e ha scatenato numerose reazioni. “Devo dire”, ha continuato Dall’Osso, “che alcune di queste persone oggi mi hanno telefonato per scusarsi. Naturalmente con la mano davanti al telefono per non farsi vedere dai fotografi”. La rabbia del deputato dell’Emilia Romagna però, riguarda un comportamento diffuso nelle aule del Parlamento: “Non mi aspettavo questa poca serietà delle istituzioni. Qui c’è un continuo tifo da stadio, fanno i cori, criticano e urlano. Una cosa incredibile. Non valutano le posizioni, ma seguono quello che decide il loro capogruppo”. Il riferimento è soprattutto alle reazioni in merito alle proposte dei 5 Stelle, da parte dei colleghi. “Mi sono accorto”, ha concluso Dall’Osso, “che la distinzione ormai è tra le idee giuste o sbagliate, a cui si aggiungono quelle del M5S da accantonare senza nemmeno essere prese in considerazione”.

Il motto di Dall’Osso è “Vinciamo noi”, il titolo del libro pubblicato nel 2007, ma soprattutto lo slogan di una battaglia che è riuscito a portare nelle istituzioni. “Lotto contro l’invisibilità dei disabili che meritano di essere considerati da questa politica. Lavoro anche con la deputata Ileana Argentin del Partito Democratico. Ci siamo incontrati ad un convegno a Bologna sui problemi dei diversamente abili in Italia”. Un impegno ignorato dai colleghi che, si sono giustificati, non erano a conoscenza della condizione del deputato Dall’Osso. “Pazienza”, ha concluso, “noi abbiamo appena iniziato e non abbiamo intenzione di mollare”.