Che ci facevano ad Atene (nella stessa settimana) i rappresentanti di sei fondi di investimenti stranieri? Apollo Capital, Monarch Alternative Capital, Oaktree Capital Management, York Capital, Marathon Asset Management, Fairfax sono stati ricevuti dai banchieri del Paese e l’argomento con tutti è stato lo stesso: i prestiti scaduti. I telikì lisi, titolano oggi i quotidiani greci, e il perché è presto detto. Questa che è stata intrapresa da governo e banchieri è la soluzione finale al caso greco, “lo sterminio della società” scrivono autorevoli commentatori.

In soccorso alla Grecia ecco i fondi stranieri che acquistano i prestiti scaduti dalle banche. Secondo stime di mercato in questo momento un prestito su quattro è “in rosso” e presto la quota di passività che verrà servita supererà il 30%. Pochi giorni fa un grande fondo straniero ha presentato una proposta per una delle maggiori banche greche, per riacquistare una gran parte dei prestiti ipotecari al 30% del loro valore. Cioè, per ogni prestito di 100 euro ne pagano 30, conquistandosi così l’intero portafoglio prestiti. La domanda che circola con insistenza tra cittadini e analisti è: cosa succederà a coloro che vedono il loro prestito – principalmente l’abitazione in cui non vi è alcun termine per il cambio di detentore – passare a un fondo estero? Questo prestito sarà ancora gestito dalla banca interessata? E la pressione aumenterà nella misura massima?

L’ennesimo salto nel buio, con gli speculatori che gongolano. Sono solo alcuni degli interrogativi più frequenti, accanto ad altri più tecnici: tipo le analogie con il caso Argentina, o con le possibili casistiche future conseguenti a scelte fatte oggi. E se, ad esempio, tra cinque anni si presentasse un rappresentante di quei fondi e intendesse trattenere un “pezzo” del paese come risarcimento di qualche rata non pagata? Non è fantascienza immaginare scenari simili, per questo la stampa ellenica, per una volta coesa nel chiedere spiegazioni al governo, alza il livello di guardia con prime pagine dove troneggia un condor concentrato a spolpare la carcassa di una Grecia ormai prossima alla decomposizione.

Ma il trend sembra avviato, come dimostra una sorta di “protocollo di acquisizione dei prestiti” sottoposto ad altri istituti greci desiderosi di sbarazzarsi al più presto di migliaia di prestiti “rossi”: i fondi di soccorso entrerebbero in questo modo dinamicamente nel mercato greco, puntando ad acquisire soprattutto mutui. Un prestito con la cosiddetta proprietà collaterale può essere venduto a 30-40% del suo valore, mentre un altro sprovvisto di tale garanzia può essere “venduto” anche al 10%.

Nel frattempo i gestori di fondi pare abbiano puntato i prestiti che potrebbero fruttare di più, soprattutto nei settori del trasporto e del turismo. Per cui i mutuatari si chiedono come verrà gestito in futuro il proprio prestito, se verrà applicato o meno il grado di tolleranza sociale. Guardando al 2014 si prevede un problema enorme di prestiti scaduti, dal momento che si stima che ci saranno almeno 150mila pignoramenti. Il tribunale di Atene, dopo tutto, sarebbe diventato una sorta di ufficio a cielo aperto per società straniere interessate al crescente numero di mutuatari che non sono più in grado di onorare i loro prestiti scaduti. Uno scenario che ha ispirato uno dei noir del “Camilleri dell’Acropoli”, il giallista greco Petros Markaris, vincitore nel ’96 a Cannes della Palma d’oro con il compianto Theo Anghelopulos, e che ha intitolato proprio “Prestiti scaduti” (Bompiani, 2012) il suo penultimo romanzo ambientato in questa crisi infinita.

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