La procura regionale della Corte dei Conti del Lazio ha avviato un procedimento sull’utilizzo dei fondi destinati al giornale l’Avanti, vicenda già oggetto di inchiesta penale. A quanto risulta al Fattoquotidiano.it un invito a dedurre è stato notificato a Valter Lavitola, all’ex senatore Sergio De Gregorio e al professionista Vincenzo Ghionni nell’ambito dell’attività istruttoria per accertare l’eventuale danno erariale. I soggetti, presunti responsabili, hanno ora 30 giorni per fornire documenti, per richiedere di essere sentiti e fornire le proprie deduzioni sulla vicenda. Tutto nasce dall’inchiesta giudiziaria, condotta dalla guardia di finanza di Napoli e coordinata dalla Procura partenopea sulla distrazione di fondi per l’editoria per un ammontare complessivo di 23 milioni di euro relativi alla gestione del quotidiano l’Avanti. Indagine che ha coinvolto Lavitola e De Gregorio in passato direttore del giornale, promotori, sosteneva l’accusa, di una associazione a delinquere finalizzata a commettere reati come “l’emissione di fatture per prestazioni inesistenti, occultamento di scritture contabili, riciclaggio, bancarotta fraudolenta(…) per finanziare illegalmente le proprie attività politiche e imprenditoriali”.

La procura regione del Lazio della Corte dei Conti ha avviato l’istruttoria. La notifica ai presunti responsabili dell’invito a fornire deduzioni comporta la messa “in mora dei destinatari nell’interesse degli enti creditori”. In questo modo viene stabilito un collegamento tra le condotte di De Gregorio e Lavitola e l’interesse pubblico visto che i soggetti hanno beneficato dei fondi per l’editoria ‘impropriamente’ provocando un danno alle casse dello stato. Il procedimento penale si è concluso già per Lavitola con il patteggiamento di una pena a 3 anni e 8 mesi, il faccendiere era accusato di bancarotta fraudolenta e truffa. Mentre De Gregorio, per gli stessi reati contestati, dopo il primo no del Senato, a camere sciolte è finito agli arresti domiciliari, misura cautelare revocata qualche giorno fa. Ora la giustizia contabile vuole vederci chiaro.

Proprio in questi giorni Lavitola e De Gregorio, insieme a Silvio Berlusconi, sono stati nuovamente interessati da ‘scadenze’ giudiziarie con l’inizio dell’udienza preliminare davanti al gup Amalia Primavera che deve decidere se mandarli a processo per concorso in corruzione nell’ambito della vicenda che portò al passaggio, dietro pagamento di denaro, di De Gregorio nelle fila del centrodestra per esautorare il governo Prodi. L’ex senatore ha chiesto il patteggiamento ad un anno e otto mesi.