Verificare se ci siano eventuali voti di “pianisti” non è molto interessante. Rigore assoluto, invece, sul divieto delle eventuali riprese video nell’Aula del Senato. Da giorni i parlamentari Cinque Stelle, soprattutto al Senato, denunciano il comportamento al quale i parlamentari ci hanno abituati da anni: votare per colleghi che si allontanavano dal proprio seggio. Si era già registrato il caso di Carlo Giovanardi (assente, ma per lui ha votato Franco Carraro) e era seguita una confessione di Roberto Formigoni. L’ultimo esempio era parso quello di Lucio Malan, pure lui Pdl. In un video effettuato dalla parte dell’Aula di Palazzo Madama riservata ai Cinque Stelle si vedeva Malan votare a un banco diverso da quello che era seduto (una fila sotto). E’ stato proprio il filmato (pubblicato sul canale Youtube “Senato Cinque Stelle” e poi ripreso dall’Espresso) a scatenare il putiferio al Senato in una seduta dedicata al decreto legge “emergenze”. Malan, infatti, si è difeso confermando di aver votato regolarmente per se stesso e lo stesso presidente Pietro Grasso lo ha difeso, i Cinque Stelle hanno comunque sottolineato la gravità dei comportamenti dei loro colleghi durante le votazioni. 

Alla fine, dopo un dibattito serrato, il risultato è che il video è stato eliminato dalla Rete, ma mentre nessuno sembra interessato a cercare i “pianisti” (a prescindere dal caso di Malan), Grasso ha annunciato con tanta urgenza di voler convocare una riunione dell’ufficio di presidenza per chiarire meglio come gestire l’uso di videocamere o telefoni durante le sedute “visto che il Regolamento ai tempi che è stato scritto non li contemplava”. Altro che “open Camera” e Parlamento “casa degli italiani”. Ma non è la prima volta. Due anni fa Pdl e Lega avevano chiesto già una stretta all’accesso dei fotoreporter in tribuna stampa che arrivarono anche a chiedere il “divieto di zoom”. Tutto per fortuna finì nel nulla, ma i fotografi furono invitati a darsi una “autoregolata”.

Ma i Cinque Stelle giurano battaglia. “Una pratica esecrabile e quindi da denunciare, come avrebbe fatto qualsiasi altro cittadino presente in Aula – si legge in un post sul sito di Beppe Grillo – Aspettavamo l’elogio del presidente Grasso e invece lui ha detto che è vietato fare riprese in Senato e ha chiesto a chi ha fatto il video di: “eliminare questa evidente, e uso un eufemismo, anomalia”. L’anomalia sono i pianisti, non chi li smaschera. Continueremo a denunciare tutte le anomalie. Vi stiamo col fiato sul collo. La scatoletta di tonno è aperta”.

Tutto è nato dalle lamentele di Malan (che tra l’altro è anche questore del Senato) che è arrivato a dire che non avrebbe più partecipato a nessuna votazione per protesta: “Ho chiesto di essere messo in congedo e non potrò votare fino a quando un organo di questo Parlamento può permettersi di dire che i voti al Senato sono irregolari”. Grasso a quel punto ha chiesto conto della paternità della pagina youtube “Senato Cinque Stelle”, dove è stato caricato il video, e Santangelo (M5S) ha replicato che “i siti sono tanti” e che non può dare “indicazioni più precise”. Da qui il botta e risposta tra alcuni senatori grillini, il presidente del Senato e altri senatori di maggioranza e minoranza. Alla fine emerge che il voto è regolare. E’ lo stesso Grasso che difende il senatore del centrodestra: “E’ gravemente lesivo attribuire il termine ‘pianista’ a chi ha svolto correttamente la sua funzione” dice. Insomma: “Le interpretazioni date da alcuni organi di stampa sulla base di immagini apparse sulla rete, non riportando la sostanziale verità dei fatti, continuano a diffondere una informazione priva di fondamento”.

Subito dopo prende la parola Alessandra Mussolini che rincara la dose sostenendo che sui siti dei grillini ci sono video fatti in aula e la pubblicità collegata coi siti va nelle tasche di Grillo e Casaleggio”. “Loro – aggiunge Mussolini tra le proteste dell’M5S – si fanno i soldi sulla nostra pelle”. Sbotta il senatore M5S Santangelo che difende le denunce dei pianisti tramite i video. “Non accettiamo – dice Santangelo – lezioni di comportamento da nessuno, quando si vota si sta seduti”. Santangelo replica anche alla Mussolini: “M5s non percepisce nessun contributo da nessuno, è una falsità”. Il presidente del Senato, Pietro Grasso, comunque, accoglie la protesta di Malan e invita “gli autori del documento che viene riprodotto sul web a eliminare questa evidente, e uso di eufemismo, anomalia”.

Ma l’M5S non ci sta e insiste con Luis Alberto Orellana sui “pianisti”: “Ci sono dei rei confessi come Giovanardi e Formigoni e si vede bene anche sui siti”. Grasso lo interrompe e con fare conciliante e mezzo sorriso chiede: “E’ così difficile ammettere che il caso del senatore Malan è diverso e che ha votato dal suo posto non commettendo nessuna infrazione?”. Interviene anche il senatore Domenico Scilipoti che chiede a Grasso di avere “maggior energia” nel sanzionare certi comportamenti, riferendosi ai grillini e afferma “si tratta di siti che qualcuno mette in rete e quel qualcuno è in questa Aula”. Il capogruppo del Pdl Renato Schifani interviene per contestare che si definiscano “pianisti” senatori che stanno in Aula e, al momento di una votazione, sono lontani dal loro banco e il compagno di banco vota per lui come è stato il caso di Giovanardi che non era assente al momento del voto. A questo punto interviene il capogruppo Pd Luigi Zanda che lamenta “stiamo discutendo un provvedimento importante (decreto legge emergenze, ndr) e nessun gruppo può monopolizzare i lavori del Senato sottraendo tempo. Questo è un fatto molto grave che mortifica il Senato”. Grasso annuncia a quel punto la riunione dell’ufficio di presidenza sulle riprese video in aula: “Ho già auspicato ieri l’intervento dei questori. Sarebbe auspicabile vietare un’attività del genere. I nostri regolamenti risalgono ad anni in cui queste tecnologie non esistevano”.