La Barona è (come Quarto Oggiaro) anche un luogo dello spirito. Quartierone alla periferia di Milano. Casermoni, viali, stradine, grandi spazi pieni e grandi spazi vuoti. E la vita, quella che fa di Milano una città ancora viva, malgrado il centro occupato da banche e uffici. Alla Barona c’è il Barrio’s, un centro in un quartierone senza centro e lontano anni luce dal centro. È bar e birreria, luogo per leggere e per incontrarsi, sale dove ascoltare e discutere. Ha 315 giorni d’apertura, 60 mila presenze, 400 eventi ogni anno. Lo ha inventato, nel 1997, don Gino Rigoldi, uno di quei preti che dimostrano l’esistenza di Dio, o almeno di una Chiesa capace di ascoltare i segni dei tempi e parlare agli uomini, quelli concreti. Cappellano del Beccaria, il carcere minorile di Milano, don Gino è un punto di riferimento per i ragazzi ritenuti difficili ed emarginati. Al Barrio’s, la sua Comunità nuova ha la collaborazione dell’Anpi e di tante altre associazioni. Tra queste, l’associazione “Gli amici di Edoardo”, animata da Rosella Milesi Saraval e fondata per ricordare Edoardo Kihlgren, un giovane impegnato, irrequieto e generoso, morto troppo presto.

Tra le attività del gruppo, un premio letterario che segnala opere prime, scritte da autori che non abbiano più di 35 anni. È un premio che mischia, alle birre del Barrio’s, i libri: la giuria è infatti composta dai frequentatori delle iniziative culturali del centro, affiancati dalla giuria delle scuole (180 studenti di sette scuole superiori) e dalla giuria d’onore, che comprende personalità del mondo della cultura, tra i quali Rosellina Archinto, Ester Armanino, Paolo Biscottini, Isabella Bossi Fedrigotti, Sergio Escobar, Anilda Ibrahimi, Ermanno Olmi, Moni Ovadia, Cesare Rimini.

Tra i finalisti e vincitori delle passate edizioni ci sono personaggi come Antonio Scurati, Silvia Avallone, Benedetta Tobagi, Roberto Saviano, Caterina Bonvicini, Errico Buonanno, Shulim Voghelmann, Omar di Monopoli.

Quest’anno, dei tre finalisti (Widad Tamimi, con il suo Il caffè delle donne, Mondadori, Valentina D’Urbano, con Il rumore dei tuoi passi, Longanesi, e Maria Paola Colombo), le giurie hanno decretato vincitrice quest’ultima, con il suo Il negativo dell’amore (Mondadori), che racconta di Cica e Walker, due adolescenti che s’incontrano sul confine tra normalità e diversità.

Il premio è stato assegnato ieri al Museo diocesano, durante una serata presentata da Lella Costa e Massimo Cirri. “Oggi il premio letterario Edoardo Kihlgren” ha affermato nel suo messaggio il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, “è una delle più vivaci e fresche manifestazioni che animano l’orizzonte culturale cittadino. Lo è soprattutto perché ne sono protagonisti i nostri giovani, con quella loro ineguagliabile capacità di interpretare, descrivere, raccontare il presente che abbiamo visto emergere negli anni passati e che è confermata anche nelle opere di questa quattordicesima edizione”.

Libri e birre, parole e letture. Che la periferica Barona abbia qualcosa da insegnare al centro di una Milano senza centro?

il Fatto Quotidiano, 6 Giugno 2013