Riceviamo e pubblichiamo la rettifica della Confcommercio di Napoli.

Egr. Dott. Peter Gomez Direttore Il Fatto Quotidiano.it,

ai sensi delle leggi sulla stampa, La invitiamo a pubblicare la seguente precisazione in merito al contenuto dell’articolo pubblicato ieri a firma di Arnaldo Capezzuto sul sito web del vostro Quotidiano, dove si ironizza sui commercianti “che hanno trovato coraggio e forza per rivoltarsi contro l’Amministrazione con una inedita marcia sfociata in un bombardamento di petardi contro il Municipio”. Tali affermazioni sono del tutto distorsive della realtà dei fatti, nonché diffamatorie e lesive delle categorie del Commercio, e della stessa Confcommercio napoletana, in quanto Organizzazione di gran lunga più rappresentativa del settore. Questi i fatti : La Confcommercio provinciale di Napoli ha organizzato il 10 aprile scorso una manifestazione, consistente in una serrata degli esercizi commerciali ed in un corteo diretto verso il Municipio, per protestare contro alcune politiche adottate dall’Amministrazione Comunale che hanno causato danni gravissimi alle attività economiche della città: dalla chiusura indiscriminata alla mobilità di interi quartieri, alla mancata repressione dell’abusivismo commerciale, all’abbandono della manutenzione urbana in favore di una politica di presunti “grandi” eventi e di iniziative di facciata. Alla decisione di indire una manifestazione di protesta si è giunti dopo aver tentato in tutti i modi di avviare un dialogo costruttivo con l’Amministrazione, ricevendone solo rifiuti;

-Il corteo, al quale hanno partecipato non solo imprenditori, ma anche esponenti dei Sindacati, del mondo delle professioni e della società civile, semplici cittadini, ha visto sfilare oltre 8000 persone in maniera assolutamente ordinata e pacifica; alla serrata ha aderito la stragrande maggioranza degli esercenti, come correttamente riportato dalla stampa nei giorni successivi;

-La grande adesione alla manifestazione dimostra quanto profondamente fosse sentito il tema della protesta tra le forze produttive della città e non solo;

-La manifestazione non ha avuto alcun colore politico né è stato consentito ad alcuno di strumentalizzarla per fini partitici

-Il “bombardamento” cui si fa cenno nell’articolo è consistito in un lancio di petardi da parte di soggetti del tutto estranei alla manifestazione e già presenti dinanzi al Municipio per altre ragioni; su questi fatti sono in corso indagini da parte delle Forze dell’Ordine per identificare i responsabili. Tali indagini non hanno neanche sfiorato la nostra Associazione.

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Palazzo San Giacomo assediato dalla Guardia di Finanza: perquisizioni e acquisizione di atti. Un terremoto che ha fatto oscillare paurosamente  la nuova Giunta guidata dal sindaco Luigi de Magistris

Sotto i riflettori degli 007 è finito Claudio de Magistris, fratello del primo cittadino partenopeo, ma anche il leader degli industriali Paolo Graziano, il suo consulente, l’avvocato amministrativista Pippo Nardone, il capo di Gabinetto e uomo forte della giunta comunale Attilio Auricchio. Perquisizioni disposte anche negli uffici del leader della Camera di commercio Maurizio Maddaloni, e Mario Hubler, ex manager dell’acn, della Acn – azienda destinata a diventare interamente pubblica che gestisce i grandi eventi. L’ipotesi investigativa è di turbativa d’asta. Il sospetto degli inquirenti è che gli appalti siano stati condotti in modo ritenuto poco chiaro.

Il sindaco De Magistris non fa una piega e a caldo dichiara: “Sono assolutamente sereno, come sempre. Sono, altresì, convinto che i miei collaboratori abbiano agito con correttezza, a partire da mio fratello Claudio, come dimostreranno le indagini della magistratura in cui ho fiducia. Non posso però nascondere il profondo senso di amarezza personale che sento in questo momento, soprattutto perché sto svolgendo questo impegno di amministratore con determinazione, rischi, abnegazione, coraggio e passione, senza risparmiarmi un attimo, nel solo ed esclusivo interesse della città che amo”. L’azione della magistratura è legittima, il controllo di legalità è sacrosanto, le indagini obbligatorie laddove si ipotizzano reati. Ciò che impressione è il clima di vendetta e di rancore che si respira in determinati strati sociali. La domanda adesso è obbligatoria: ma de Magistris a chi mette paura? Da Pm è stato messo spalle al muro, boicottato, circondato da “ambienti” che in molti per complessità, eterogeneità, lontananza e trasversalità li hanno definiti paramassonici. Adesso il de Magistris politico dopo due anni esatti di mandato (tralasciando una breve parentesi europea) si ritrova nuovamente punto a capo.  

La domanda resta inevasa : ma de Magistris a chi mette paura? In città non ho mai visto una tale convergenza e saldatura di interessi divergenti ma convergenti come ora contro l’attuale primo cittadino. Addirittura i commercianti di Napoli – ho detto tutto – che disciplinati negli anni a pagare il pizzo ai signorotti dei clan hanno trovato coraggio e forza per rivoltarsi contro l’amministrazione con una inedita marcia sfociata in un bombardamento di petardi contro il Municipio. Segnali, sensazioni, percezioni. Basta osservare il web in queste ore e vedere come di condivisione in condivisione si alzano cori da stadio con sfottò, epiteti e calunnie. E’ un sentimento di vendetta. Una voglia di fare i conti. Un’aggressione per ora solo rimandata. Scorre latente e ora palese il desiderio di spodestare quel sindaco De Magistris dalla poltrona più alta di Palazzo San Giacomo.

Amerà anche la città ma rappresenta un’anomalia, un cancro, un nemico da eliminare. Gli amici degli amici buttati fuori dal Municipio. Le consulenze tagliate con un tratto di penna. L’industria dell’eterna emergenza rifiuti chiusa a doppia mandata. I comitati d’affari stanati. Un potere esercitato solo attraverso suoi uomini di una cerchia fidata e ristrettissima. In quegli occhi l’eterno sguardo sospettoso da eterno sbirro. Il troppo è troppo. Quell’uomo fa paura alla città dell’illegalità, alla borghesia pezzente, ai colletti bianchi collusi e conniventi, alla classe politica marcia e compromessa, ai giornalisti che invece di essere cani da guardia sanno solo fare feste e scodinzolare al padrone di turno, agli imprenditori-prenditori.  

Gli proponi un compromesso e non ti stringe più la mano. Gli parli di prospettiva e valorizzazione politica della sua esperienza e ti accompagna alla porta. Gli suggerisci persone da inserire e ti risponde male. Addirittura il cardinale Crescenzio Sepe dopo una battuta su case e interessi nel Vaticano neppure partecipa più ai momenti istituzionali. Ecco un uomo come de Magistris,  figlio anormale e snaturato della città camorristica e del suo inesplorato sottobanco non deve più amministrare. La verità è che  i sindaci-sindaci sono una rottura di cazzo. A Napoli serve un sindaco –impiegato che distribuisce le prebende, costruisce inciuci e tutti sono felici. Amen