La versione restaurata di Roma città aperta, film capolavoro del neorealismo, simbolo della Resistenza e dell’Italia che rinasceva dalla guerra, sarà presentata in anteprima a Bologna il 3 luglio, in una serata che sarà l’evento clou della XXVII edizione del festival Il Cinema Ritrovato, promosso dalla Cineteca di Bologna dal 29 giugno al 6 luglio. Il restauro del film che rivelò al mondo Anna Magnani arriva proprio nell’anno del quarantesimo anniversario della morte dell’attrice, il 26 settembre 1973. Il restauro di «Roma città aperta» è il risultato più importante del Progetto Rossellini, un’impresa nata sotto l’egida di Renzo Rossellini, figlio del regista, che ha unito l’Istituto Luce Cinecittà, Cineteca di Bologna, CSC-Cineteca Nazionale e Coproduction Office.

Il restauro di «Roma città aperta» è stato realizzato dal laboratorio della Cineteca di Bologna «L’Immagine Ritrovata», una società che impiega una cinquantina di ragazzi e i cui lavori sono richiesti anche da altre grandi istituzioni cinematografiche internazionali. Il recupero di «Roma Città Aperta», di fatto ancora in corso, è partito dal negativo originale ritrovato nel 2004 e conservato nella Cineteca Nazionale. Si è prima acquisito il negativo in digitale, poi si è proceduto con la «pulitura» dei singoli fotogrammi. Un lavoro certosino che, tra le altre cose, ha fatto capire anche in quali condizioni fosse stato girato il film. Nel lavorare alla pellicola infatti i tecnici si sono accorti che sono stati utilizzati almeno una decina di stock di pellicole diverse, di qualità differenti: un segno tangibile, evidentemente, della penuria di risorse con cui si era dovuto scontrare un regista che girava un film nel 1945.

Da sabato 29 giugno a sabato 6 luglio «Il Cinema Ritrovato» porterà in piazza altre opere: «The Lusty Man – Il temerario» di Nicholas Ray (30 giugno), «Falstaff» di Orson Welles (1 luglio); «Badlands – La rabbia giovane» di Terrence Malick (2 luglio); «I proscrittì di Victor Sjoestroem» (4 luglio); «Hiroshima mon amour» (5 luglio); e infine sabato 6 luglio «Jour de fete – Giorno di feste» di Jacques Tati. (Ansa)