Sfilano ancora una volta a Parigi, in un clima di altissima tensione, gli oppositori alla legge sulle nozze e le adozioni delle coppie gay, una norma già promulgata il 23 aprile scorso. Le autorità temono nuove violenze dopo quelle degli ultimi cortei e hanno schierato 4.500 poliziotti nelle strade.  Prima ancora della manifestazione 56 militanti anti-nozze gay sono stati fermati dopo un “blitz” a sorpresa sugli Champs-Élysées. Militanti di estrema destra hanno poi occupato la sede del Partito socialista, in  rue Solferino, dispiegando un grande striscione con la scritta ‘Hollande, dimissioni’. Gli organizzatori puntano a “superare il milione di persone in piazza” come il 24 marzo scorso. Alla fine saranno 96 i fermi, 39 le persone trasferite in stato di detenzione preventiva.

Il primo matrimonio gay sarà celebrato a Montpellier mercoledì 29 maggio, ma i francesi contrari e organizzati non rinunciano a un’ultima dimostrazione di forza. Quattro i cortei, tre organizzati dal collettivo più noto, la ‘Manif pour tous‘ e dagli integralisti cattolici di Civitas. Treni e pullman sono arrivati dalle province nel giorno della festa della mamma in Francia nonostante il ministro dell’Interno Manuel Valls abbia “sconsigliato” di partecipare alle famiglie con bambini. 

“Il ritiro della legge non è più possibile. La ‘Manif pour tous’ ha fatto il suo tempo, ed è meglio così, perché il suo messaggio non era più appropriato”, manda a dire Frigide Barjot, in questi mesi leader dell’opposizione alla legge sulle nozze e le adozioni di coppie gay in Francia. Per la Barjot “è finito il tempo delle manifestazioni anti. Vi propongo ora il futuro per tutti“. Secondo un sondaggio oltretutto, 3 francesi su 4 ne hanno abbastanza di manifestazioni sul tema delle nozze gay, soprattutto adesso che la legge è stata votata.

Anche migliaia di polacchi sono scesi in piazza a Varsavia per protestare contro i matrimoni tra omosessuali. Alla manifestazione hanno partecipato anche decine di francesi. “Parigi e Varsavia sono unite”, ha dichiarato uno degli organizzatori della marcia, Jacek Sapa, invitando i francesi a “non abbassare la guardia, siamo con voi”. “Non è solo un problema della Francia! E’ un problema di tutta l’Europa che indebolisce la famiglia!”, ha aggiunto Thibaud Contamine, coordinatore dei francesi che vivono in Polonia. Manifestazioni in difesa della “famiglia tradizionale” si sono svolte anche a Cracovia, Lublin e Poznan.