La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni e per altre 11 persone coinvolte nell’inchiesta sulla Fondazione Maugeri. Formigoni è accusato di associazione per delinquere e corruzione. Giusto ieri Formigoni, diventato senatore del Pdl dopo aver lasciato il Pirellone, è stato eletto presidente della commissione agricoltura di Palazzo Madama.

Le indagini sulla struttura sanitaria di Pavia sono state chiuse a febbraio. Secondo l’accusa, l’allora governatore lombardo sarebbe stato il “promotore e organizzatore” dell’associazione a delinquere e avrebbe garantito stabilmente tra il 1997 e il 2011 favori alla Fondazione Maugeri e tra il 2002 e il 2011 al San Raffaele, oggetto quest’ultimo di un’indagine parallela. Un ingente flusso di finanziamenti regionali è stato garantito ai due centri di eccellenza, secondo i pm in cambio di favori goduti da Formigoni tramite il faccendiere ciellino Pierangelo Daccò, ritenuto l’uomo cerniera tra strutture private accreditate e la politica regionale. Favori consistiti nelle ormai celebri vacanze “di gruppo” ai Caraibi, tra yacht e resort

La richiesta di mandare a processo Formigoni e altre 11 persone è firmata dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dai pm Laura Pedio, Antonio Pastore e Gaetano Ruta. Oltre a Daccò, nell’inchiesta Maugeri sono coinvolti tra gli altri Alberto Perego, ciellino legatissimo a Formigoni, il dirigente della sanità regionale Carlo Lucchina, l’ex assessore – anche lui ciellino – Antonio Simone, sua moglie Carla Vites e Nicola Maria Sanese, storico segretario dell’ex governatore lombardo.