A più di un mese dalle elezioni e al termine del primo giro di consultazioni “non risolutivo”, l’unico partito a guadagnarci è il Pdl. La linea intransigente di Grillo punisce invece i 5 Stelle, che scivolano per la prima volta sotto la soglia raggiunta alle elezioni di febbraio e si collocano al terzo posto. Secondo il Pd, ma anche i democratici sono in lieve flessione. In caso di nuove elezioni, ben il 66percento degli italiani vorrebbe Matteo Renzi leader della coalizione di centrosinistra, mentre soltanto il 10 percento confermerebbe nel ruolo Pier Luigi Bersani. Anche nella fiducia degli italiani, il sindaco di Firenze è primo (55%) mentre precipita di 7 punti quella in Grillo, perdendo la seconda posizione.

E’ quanto emerge da un sondaggio realizzato dall’Istituto Swg in esclusiva per Agorà, su Rai Tre, che ha anche verificato l’opinione degli italiani sui ‘no’ opposti dal partito di Grillo alle proposte di governo. Il partito di Silvio Berlusconi sale di due punti in una settimana e diventa il primo nelle intenzioni di voto con il 26,2 percento di consensi. Scende invece dello 0,4 Pier Luigi Bersani, al secondo posto con il 26 percento. In forte calo il Movimento 5 Stelle (-2,1%), che perde il suo primato e scivola in terza posizione con il 24,8 percento, per la prima volta sotto la soglia raggiunta alle elezioni di febbraio. 

Secondo il 60% degli intervistati, questo comportamento farà perdere voti al M5S. Di opinione diametralmente opposta una uguale percentuale di elettori del movimento, che invece ritengono che questa posizione di chiusura allargherà i consensi. Queste le intenzioni di voto con, tra parentesi, la variazione percentuale rispetto alla precedente rilevazione del 22 marzo e, a seguire, rispetto alle elezioni del 24-25 febbraio (la variazione della lista di Monti rispetto alle elezioni è comprensiva dello 0,5% di Fli): Lega Nord 4,3% (+0,6 / +0,2), Fratelli d’Italia 1,0% (+0,1 / -1,0), La Destra 0,6% (-0,2 / = ). E il totale del centrodestra è al 32,5% (+2,3 / +3,3). Con Sel, il centrosinistra arriva a 29,6 (-0,2 / -0,1), Scelta Civica 6,8% (-1,1 / -2,0), Udc 1,9% (+0,3 / -0,2), Rivoluzione Civile 1,0% (-0,2 / -1,3), Fare 1,1% (+0,3 / = ). Il partito del ‘non voto’ è al 37,0%, gli indecisi al 25,0% e gli astenuti il 12,0%.

Consenso dei leader –  Aumenta la fiducia per Matteo Renzi che in una settimana guadagna 17 punti, mentre soltanto il 10 percento confermerebbe nel ruolo Pier Luigi Bersani. Il giudizio sul leader 5 Stelle, che cala di 7 punti, invece, divide l’Italia: se il 47% lo ritiene ‘innocuo’, è considerato un pericolo per la democrazia dal 40 percento degli intervistati. Quanto al centrodestra, il totale degli intervistati boccia sia Berlusconi che i più giovani Alfano e Maroni come leader della coalizione alle prossime elezioni. Ma, all’interno degli elettori di centrodestra, il Cavaliere torna a prevalere con il 57% dei consensi, contro il 18 percento degli elettori totali. 

Nel dettaglio, tra gli elettori del Pd, Renzi piace al 61 percento. Il sindaco di Firenze, inoltre, piace moltissimo agli elettori di centrodestra (71%) e anche del Movimento 5 Stelle (68%), confermando la capacità – che molti gli riconoscono – di attrarre voti oltre il recinto del centrosinistra (che lo vuole leader della coalizione al 56 per cento). Quanto alla fiducia, dietro Renzi (oggi è al 55%, con un guadagno di 6 punti rispetto al 22 marzo) c’è Bersani (30%, con un calo di 2 punti), Grillo (al 29%, con un calo di 7 punti), Berlusconi (al 26 per cento, con un +2 all’attivo) e Monti (al 19 per cento e in calo di un punto). Nel centrodestra, soltanto il 22 percento opterebbe per un ricambio generazione con Angelino Alfano e ancora meno (13%) punterebbe su Roberto Maroni

(Il sondaggio è stato realizzato da Swg Spa-Trieste per Agorà-Rai 3 nei giorni 26-27 marzo 2013 tramite sondaggio online CAWI e telefonico CATI su un campione casuale probabilistico stratificato e di tipo panel ruotato di 1500 soggetti maggiorenni (su 4900 contatti complessivi), di età superiore ai 18 anni. Il campione intervistato online è estratto dal panel proprietario SWG. Tutti i parametri sono uniformati ai più recenti dati forniti dall’Istat. I dati sono stati ponderati al fine di garantire la rappresentatività rispetto ai parametri di sesso, età e macro area di residenza. Il margine d’errore massimo è di +/- 2,9%)