Fischi e urla, cartelli e bandiere. A Parma i Portici del Grano diventano teatro di una nuova protesta e nel mirino questa volta c’è il sindaco Cinque stelle Federico Pizzarotti. A manifestare sono i suoi dipendenti comunali, oltre 250 persone tra vigili, sportellisti, maestre e messi che da mesi protestano contro i tagli alle indennità e al fondo di produttività, che da gennaio 2013 hanno portato a riduzioni dai 50 ai 200 euro sulle buste paga dei lavoratori che si aggirano intorno al migliaio di euro. Il tutto, a detta dei sindacati, senza che l’amministrazione comunicasse la decisione ai diretti interessati.

Così, dopo un periodo di trattative andate a vuoto per rivedere alcuni aspetti del contratto decentrato, lavoratori e sindacati hanno deciso di scendere in piazza. Il presidio, cominciato in modo pacifico in concomitanza con il consiglio comunale, è degenerato proprio con l’arrivo del primo cittadino. Pizzarotti è stato circondato dalla folla e ha tentato invano di parlare, ma i dipendenti gli hanno urlato contro, facendo risuonare i fischietti sotto il Municipio. Attimi di tensione in cui sono volati insulti rivolti al primo cittadino, letteralmente assalito dai lavoratori. “Buffone! Vergogna! Rivogliamo i nostri soldi!”, e ancora: “Dobbiamo usare i vaffa di Beppe Grillo per parlare con te?”. Solo alcune delle frasi con cui i dipendenti hanno attaccato Pizzarotti, che di fronte all’assedio dei manifestanti, ha risposto alle domande dei giornalisti nel frastuono, rifiutandosi di parlare con i rappresentanti dei sindacati perché impossibilitato dai continui cori di protesta.

“Ho cercato il dialogo e non ho nessun problema a confrontarmi, ma se scendo e trovo solo persone che fischiano e offendono, allora forse sono loro a non volere il dialogo – ha detto il sindaco – Qui si fa muro contro muro e così non si va da nessuna parte”. Pizzarotti ha promesso che nelle prossime settimane incontrerà i lavoratori. “Con alcuni di loro ho già parlato e mi hanno capito, ma l’accordo si deve basare non sulla mera contrapposizione. Siamo in difficoltà, ma stiamo cercando una soluzione per alleviare i disagi. Ho presentato tre proposte ai sindacati, ma le hanno respinte”.

Diversa l’opinione dei rappresentanti delle sigle Fp Cgil, Uil Fpl, Fp Cisl e Diccap Sulp Pm, che dicono di avere inviato a loro volta controproposte rimaste inascoltate. “Oggi i lavoratori del Comune nono sono più considerati tali – si legge nel comunicato unitario – all’amministrazione piacerebbe una sorta di figura libero professionale che a seconda delle condizioni dovrebbe percepire una retribuzione a cottimo”. L’entità del fondo di produttività per il 2013 (che nel 2012 è stato già tagliato di 300mila euro) non è ancora stato comunicato ai sindacati, anche se la scadenza è il 31 marzo. Il sindaco aveva promesso di incrementarlo, ma intanto da gennaio 189 vigili urbani e 85 lavoratori si sono ritrovati stipendi ridotti delle indennità, senza che venissero avvisati.

“Il sindaco scappa e ci nega il confronto – spiega Sauro Salati di Cgil insieme ai colleghi di Cisl e Uil, Annalisa Albertazzi e Gianni Fazio – Contestiamo il metodo e il fatto che siano stati disattesi gli accordi precedenti”. A dicembre infatti in un incontro di fronte al prefetto Pizzarotti aveva promesso che si sarebbe fatto carico del problema, poi a gennaio la sorpresa. A ciò si aggiunge la questione degli agenti di polizia municipale (ancora senza un comandante), che devono ancora essere pagati per i servizi delle notti effettuate da giugno a dicembre 2012, e che per protesta hanno interrotto i turni notturni nel weekend.

Quando il sindaco ha lasciato la piazza per risalire in Comune, i lavoratori hanno invaso il Municipio e alcuni hanno fatto irruzione nella sala del consiglio, al punto che il presidente Marco Vagnozzi ha dovuto chiedere ai vigili di bloccare l’ingresso al pubblico. I dipendenti dopo circa mezz’ora sono tornati a gridare sotto i Portici, fino a bloccare il traffico della centrale via Repubblica. Solo verso le 19 sotto il palazzo comunale è tornata la pace. Il sindaco la protesta se l’aspettava, anche se forse non così accesa, ma alla fine ha cercato di ridimensionare la vicenda. “Ricordiamoci che i dipendenti del Comune sono 1300, a protestare è stata una minima parte”.

I lavoratori pubblici non sono i primi ad invadere i Portici del Grano contro Pizzarotti. A febbraio erano state le famiglie a protestare contro i rincari delle rette di asili e materne, e qualche settimana dopo il primo cittadino si era confrontato con gli indignados. Quella volta però, a differenza di questa, il dialogo, o almeno un tentativo riuscito, c’era stato.