“Se non confessiamo la nostra fede in Gesù Cristo diventeremo una ong pietosa e non saremo la Chiesa“. Lo ha detto con grande chiarezza Papa Francesco, oggi pomeriggio nella Cappella Sistina, presiedendo la prima Messa dopo l’elezione al soglio di Pietro. Predica a braccio con grande semplicità, come un qualsiasi parroco del mondo, dietro l’ambone, il leggio dove si proclamano le letture della Messa, e non seduto sul tronetto bianco.

Papa Francesco guarda timidamente i cardinali elettori che gli siedono di fronte. Poche semplicissime parole in italiano rompendo una secolare tradizione che prevede che, al termine della prima celebrazione del nuovo Pontefice nella Cappella Sistina, il Pontefice rivolga ai porporati elettori un discorso in latino. Papa Francesco, invece, ha tenuto una semplicissima omelia, ma in quelle poche parole è racchiuso un vero e proprio programma di governo e anche il motivo che ha portato i cardinali elettori a convergere, con almeno 77 voti, sulla sua persona. Si alternano espressioni forti e rivoluzionarie. “Chi non prega il Signore prega il demonio”. “Se seguiamo Cristo senza la croce non siamo i simboli del Signore ma siamo mondani. Possiamo essere preti, vescovi, cardinali e Papi ma non discepoli del Signore”. “Dobbiamo avere il coraggio di camminare con la croce ed edificare la Chiesa con il sangue di Cristo”.

Francesco è un Papa che mette al centro del suo pontificato la fede proprio nell’anno dedicato da Benedetto XVI a questa virtù teologale in occasione del cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II. Un Papa liturgista che tiene testa al suo cerimoniere Guido Marini e non si lascia “trascinare” durante la celebrazione. Semplicissimi i paramenti indossati, niente a che vedere con le vesti “da museo” del predecessore. Nella mano sinistra la croce astile di Benedetto XVI segno della continuità dei successori di Pietro e del magistero pontificio che, come sottolinea monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, non conosce mai rotture nonostante la diversità degli uomini chiamati a guidare la barca di Pietro. Più che un Papa, nella sua prima Messa pontificia, Francesco è apparso un semplice fratello tra i cardinali. È il Pontefice “povero” che la gente scandalizzata dalla sporcizia della Chiesa invocava. Un Papa che promette di rompere molti tabù, aprendo le porte della Curia romana e offrendo al mondo una testimonianza credibile dell’istituzione bimillenaria fondata da Gesù. Ci riuscirà? I fedeli di tutto il mondo e non solo oggi scommettono su di lui.