Una fetta dei fondi per la campagna elettorale del Movimento 5 stelle aiuterà l’Emilia colpita dal sisma a rimettersi in piedi. Lo aveva già annunciato a gennaio, poco prima della partenza dello Tsnunami tour. Ora, a 20 giorni dalle chiusura dei seggi elettorali, Beppe Grillo torna a ribadirlo sul suo blog: “Non tutti i soldi che sono arrivati sono stati effettivamente spesi. La parte restante sarà destinata al conto corrente per i terremotati dell’Emilia”. Ancora sconosciuta però la cifra. Per sapere tutte le voci di spesa, infatti, bisognerà aspettare ancora, per dare il tempo allo staff di chiudere i conti. “Saranno pubblicate, entro i termini di legge, nei prossimi giorni. Non appena sarà finita la meticolosa attività di rendicontazione” si legge ancora sul sito.

Il leader dei 5 stelle fa poi un breve bilancio dei costi del suo viaggio pre-elettorale su e giù per l’Italia, tra gasolio e spese legali. “Le attività necessarie per le campagna elettorale del Movimento 5 stelle, come l’allestimento dei palchi, sono state realizzate grazie al volontariato dei cittadini attivi”. Tutto il resto è stato pagato grazie ai contributi arrivati da sostenitori e attivisti con la campagna fondi, lanciata a gennaio online sul sito del Movimento. Una somma che alla fine supera l’asticella dei 550 mila euro. “Quindicimila persone hanno donato in media poco meno di 40 euro a testa, per un totale di 568.832 euro”. Secondo Grillo è la dimostrazione che si può “fare politica senza intermediazione dei partiti, senza bisogno di soldi pubblici e garantendo la massima trasparenza sulle fonti di finanziamento”.

A settembre 2012, anche l’Idv aveva percorso la stessa strada, scegliendo di devolvere i soldi per la campagna elettorale alle popolazioni dell’Emilia colpite dal terremoto del 20 e 29 maggio. Il partito di Di Pietro donò in tutto 1,7 milioni, per ricostruire il polo scolastico Elvira Castelfranchi, di Finale Emilia, una delle città più colpite dal sisma. Facendo nominare anche un comitato di garanzia, con lo scopo di vigilare e verificare l’andamento dei lavori  e l’utilizzo dei soldi messi a disposizione dal partito. In quel caso però si trattava di rimborsi pubblici, la tranche del 2008, e non donazioni volontarie di sostenitori.