1,7 milioni di euro per ricostruire il polo scolastico Elvira Castelfranchi di Finale Emilia. Era il 30 maggio scorso quando Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, aveva proposto ai colleghi parlamentari di devolvere i rimborsi elettorali alle popolazioni terremotate dell’Emilia. Che in pochi giorni avevano visto città su città sfaldarsi e cedere. Detto, fatto. Venerdì a Vasto, in Abruzzo, nel corso della settima Festa nazionale del partito, la coordinatrice regionale dell’Idv in Emilia Romagna, Silvana Mura, ha consegnato al sindaco di Finale Emilia, Fernando Ferioli, la rata dei rimborsi relativi alle politiche 2008 destinati ai dipietristi, da spendere nella ricostruzione dell’istituto distrutto dal terremoto.

Una scelta non casuale, perché gli edifici da riedificare non mancano “tra monumenti, ospedali, palazzi pubblici – spiega Di Pietro .- Ma, dopo aver vagliato varie proposte, abbiamo ritenuto che l’obiettivo più importante fosse una scuola, perché la scuola rappresenta il futuro, la speranza e i sogni delle giovani generazioni. Quel futuro, quella speranza e quei sogni di cui c’è grande necessità dopo un terremoto”.

Un simbolo, quindi, oltre che un edificio di grande importanza per i ragazzi della cittadina nel modenese, situata proprio sull’epicentro del primo sisma, quello del 20 maggio, divenuta tristemente famosa poiché sede della torre dell’Orologio, crollata scossa dopo scossa. Perché le scuole, spiega la Mura, sono “l’officina dove si costruisce il futuro” e riconsegnare agli scolari emiliani, ai bambini, quel senso di normalità che il terremoto si è portato via è prioritario, allontana la paura.

“E’ un gesto importantissimo, anche perché avviene in un momento particolare per la politica italiana, che più volte si è divisa e scontrata sul tema dei rimborsi elettorali – spiega Ferioli – quei fondi ci consentiranno non solo di ricostruire un edificio essenziale che ha subito danni gravissimi, ma anche di migliorarlo”.

Un parco, una nuova palestra, nuove aule e una struttura più simile a quella di un campus universitario sono solo alcune delle migliorie che verranno introdotte grazie ai quasi due milioni donati dai dipietristi. “E’ emozionante pensare che il prossimo anno i nostri ragazzi potranno tornare a studiare in un edificio, e non in una tensostruttura o in un prefabbricato. Che riavranno una scuola dove recarsi ogni mattina. Non vedo l’ora di inaugurarlo” aggiunge il sindaco di Finale, contattato telefonicamente da ilfattoquotidiano.it.

I lavori di ricostruzione costeranno, secondo il preventivo segnalato dalle autorità competenti, tra cui il sindaco stesso e il commissario straordinario Vasco Errani, presente alla consegna dell’assegno, complessivamente 3 milioni di euro. Agli oneri di urbanizzazione e di esproprio provvederà direttamente la Regione Emilia Romagna, mentre le spese restanti saranno finanziate con i fondi a disposizione dell’Italia dei Valori. Un Comitato di garanzia, inoltre, sarà nominato per vigilare e verificare che i lavori di ricostruzione “vadano effettivamente in porto, e che la somma da noi messa a disposizione – spiega sempre Di Pietro – sia realmente utilizzata a tale scopo”.

“Questo gesto, oltre a essere importante sul piano economico, perché abbiamo una città intera da ricostruire – conclude Ferioli – dimostra che il nostro impegno, la nostra voglia di ricominciare è arrivata anche al resto dell’Italia. Abbiamo tanto da fare, l’80% delle case da ricostruire, scuole da riaprire, l’economia da riavviare, ma ce la faremo. Sarà dura, abbiamo perso moltissimo, la nostra storia, la nostra quotidianità, ma alla fine, grazia all’aiuto di tantissimi soggetti pubblici e privati, ricostruiremo una bassa modenese migliore”.