Ancora problemi per Michel Platini, grande capo del calcio europeo: è notizia di ieri l’apertura di un’indagine a carico di cinque squadre olandesi (tra cui il Psv Eindhoven) per possibili irregolarità di bilancio. Stavolta, però, la faccenda sembra più seria rispetto ai precedenti casi di semplice violazione del Fair-play finanziario: l’accusa alle società olandesi, infatti, è di aver ricevuto sotto banco aiuti dalle amministrazioni locali. Ed essendo coinvolte delle istituzioni statali e trattandosi di soldi pubblici, l’inchiesta è stata avviata non dalla Uefa ma proprio dalla Commissione Europea.

Nel mirino delle autorità, oltre al Psv Eindhoven (attualmente primo nella Eredivisie, la Serie A olandese), sono finiti anche Willem II e Nec Nijmegen (che pure militano nella Eredivisie), Den Bosch e MVV Maastricht (club di Serie B). Le presunte infrazioni risalirebbero al 2010 e al 2011, quando i cinque club avrebbero ricevuto svariati milioni di euro dalle rispettive municipalità, nell’ambito di transazioni che non sarebbero state comunicate all’Esecutivo Ue. L’operazione più significativa sarebbe quella tra il Psv e il Comune di Eindhoven: quest’ultimo avrebbe acquistato dalla società calcistica terreni per quasi 50 milioni di euro, per poi ridarli in concessione al club. I Comuni di Den Bosch e Maastricht hanno invece rinunciato a crediti di 1,65 e 1,7 milioni di euro; il Comune di Nijmegen si è fatto carico di un debito di oltre 2 milioni contratto dal Nec, e infine il Comune di Tilburg ha concesso una riduzione del canone di fitto dello stadio con valore retroattivo, che ha permesso al Willem II di risparmiare circa 2,5 milioni di euro.

All’epoca dei fatti, tutti i club si trovavano in difficoltà economica e il sospetto è che le amministrazioni locali siano intervenute per aiutarli irregolarmente. Aggirando i vincoli del Fair-play finanziario, ma soprattutto dell’Unione Europea: le transazioni potrebbero configurarsi come dei veri e propri aiuti di Stato; e, pertanto, violare le norme Antitrust europee. “Personalmente ritengo che le società calcistiche dovrebbero cavarsela da sole, e non chiedere una mano ai contribuenti quando si trovano in ristrettezze finanziarie. Ma se degli aiuti vengono concessi, almeno questo dovrebbe essere fatto nel rispetto delle regole”, ha commentato Joaquín Almunia, vice presidente della Commissione garante della concorrenza. I commissari al momento non si sbilanciano né sui tempi, né sull’esito dell’indagine. Se verrà dimostrato che le misure adottate sono incompatibili con le normative Ue in tema di aiuti statali, le cinque società dovranno restituire il denaro ricevuto, e potrebbero incappare anche in sanzioni aggiuntive.

Ma c’è di più. La Commissione Ue, contattata dal fattoquotidiano.it, ha fatto sapere di voler estendere il raggio dell’inchiesta anche ad altri Paesi del continente: “Abbiamo ricevuto segnalazioni da parte di cittadini e compagnie di vari Stati europei, che denunciano la concessione di aiuti di denaro pubblico a società calcistiche. Al momento non possiamo divulgare l’identità di chi ha inoltrato la denuncia, e tantomeno dei club coinvolti. Alcune di queste lettere si sono rivelate prive di fondamento; in altri casi, invece, verranno condotte delle indagini preliminari”.