“Noi non abbiamo mai chiuso le porte a nessuno, nè al centrosinistra nè al centrodestra qualunque fosse stato il risultato delle elezioni. E siamo pronti ad un confronto con il Pd sulle cose da fare. Se ci verranno presentate proposte condivisibili, l’accordo, il nostro sostegno non mancherà, anzi sarà facile se ci sarà buona volontà di trovare punti in comune”. Nella polemica post elettorale in cui Grillo nega qualsiasi fiducia al Pd, ad aprire al confronto col centrosisnitra è il capolista in Veneto per M5S Enrico Cappelletti. Un candidato che il Pd di Padova aveva attaccato nei girni scorsi su twitter con l’hashtag #riciclato5stelle visto che “nel 1996 era il candidato della Lega Nord – trombato – nel collegio 15 di Padova Centro (guarda l’immagine da twitter). Nel 1998 riesce a battere ogni record pigliando 0 preferenze alle comunali di Albignasego”.

Cappelletti aggiunge che “le cose da fare sono chiare: conflitto di interessi, legge sulla corruzione da rifare, costi della politica, e la priorità assoluta: la riforma della legge elettorale. E soprattutto misure urgenti per il lavoro e lo sviluppo. Anzi – precisa – se potessimo essere noi a presentare queste proposte se ci venisse detto ‘presentateci le vostre proposte’, lo faremmo subito, domani mattina”. E “sui punti di questo programma l’accordo è possibile ed auspicabile”, assicura il neosenatore vicentino che annuncia: “Già lunedì prossimo decideremo sui capigruppo alla Camera e al Senato“.

Decisa la posizione del Pd. Per la neosenatrice veneta Rosanna Filippin “il gioco delle alleanze è uno dei buchi neri di questa campagna elettorale a cui neppure noi siamo riusciti a sottrarci. Un gioco che è finito: il Pd è arrivato primo alla Camera e ha la responsabilità di fare delle proposte su determionate cose concrete. Chi ci sta, ci sta. Se nessuno ci sta, si torna a votare”. E la segretaria del Pd veneto spiega che “le cose da fare riguardano l’etica politica e della società, il lavoro e lo sviluppo”. E sulla stessa linea del senatore del M5S anche la collega del Pd sottolinea: “Stiamo parlando di legge contro la corruzione, riduzione dei costi della politica, conflitto di interessi e leggi sul lavoro e lo sviluppo per far far ripartire il Paese, perchè la politica rigorista deve essere modificata, così come il patto di stabilità”. “Su queste cose, visto che sono anche nel programma del M5s credo che ci si possa aspettare un loro sostegno – auspica la senatrice del Pd – ma, per carità non parliamo di alleanze o governissimi, è finita quell’epoca”.