Il candidato anti-Merkel dell’Spd Steinbrück dice che in Italia sono stati eletti due clown. Napolitano in visita a Berlino non lo incontra. Grillo applaude. Bella scenetta. La Germania arrogante che attacca gli italiani spaghetti-mafia-mandolino, il Presidente che salva l’onore del paese e il leader M5S che dà una pacca sulla spalla a uno che fino a pochi giorni prima chiamava “salma“.

Oggi alza la posta Klaus-Peter Willsch, parlamentare tedesco della Cdu, partito di Angela Merkel: “Se un paese non riesce a convincere la maggioranza della sua popolazione a rispettare gli impegni assunti per una moneta unica efficiente, non si può esigere dall’esterno nuove elezioni, si deve lasciar tornare il paese alla sua moneta nazionale“.

Siamo sotto attacco e il Presidente ci difende. La Germania, che pretende di telecomandare il nostro paese, alza la voce e, al limite, è pronta ad abbandonarci al nostro destino.

Niente di più falso. Se si parla con altri esponenti dei due maggiori partiti tedeschi la musica è ben diversa. Axel Schäfer, vice-capogruppo dell’Spd in parlamento e responsabile del partito per le questioni europee, dice che “Bersani deve prendere in mano le redini e lanciare una Koalition der Einladung“, coalizione dell’invito, all’interno della quale possono stare tutti quelli che sono d’accordo con un certo tipo di programma, basato su temi ben precisi. “Grillo o Berlusconi devono assumersi la responsabilità di fare scelte comuni”. Ma da Berlusconi, ammette Schäfer, “non possiamo aspettarci responsabilità, perché non l’ha mai dimostrata”. Quindi i clown da due si riducono immediatamente ad uno. E gli italiani non devono pensare di mettere insieme l’ennesimo governo con le vecchie regole. “C’ bisogno di un dibattito più ampio, senza chiusure”. Anche con Grillo.

E la Cdu? I suoi responsabili hanno detto cose ben diverse da Willsch nei giorni scorsi. “L’instabilità politica danneggia non solo l’Italia, ma anche l’Europa”, ha dichiarato Michael Stübge, portavoce del gruppo parlamentare Cdu/Csu sulle questioni europee. “Nei mercati c’è la preoccupazione che la politica di riforme iniziata da Monti sia finita. C’è il rischio che torni una crisi dell’euro. Per le cause della crisi, come il peso del debito pubblico, l’alta disoccupazione e la stagnazione economica non sono state ancora trovate soluzioni adeguate”. Lo stesso che sostiene Schäuble, ministro delle finanze tedesco e uomo chiave della politica europea di Berlino: “Tocca ora a chi è stato eletto in Italia formare un governo stabile, prima lo faranno e tanto più rapidamente l’incertezza sui mercati e politica verrà superata”. Qualcuno ha detto “ritorno alla lira?” No, il tema non è stato nemmeno sfiorato da chi veramente conta nel partito di governo.

Che succede allora? Perché tutta questa doppiezza? Semplice: in settembre in Germania si vota, Angela Merkel è la grande favorita e tutti gli altri cercano disperatamente un po’ di visibilità. La cerca l’avversario Steinbrück, che rischia di essere confinato in un ruolo di “junior partner” dalla cancelliera. La cercano i “falchi” come Willsch, che sono una minoranza all’interno della Cdu/Csu e non perdono mai l’occasione di alzare la voce, per poi votare compatti, come brave pecorelle, quando la disciplina di partito lo richiede. In cambio hanno qualche titolo sui giornali, interviste in TV, citazioni e commenti sui social media. Si chiama “campagna elettorale“. Ora, dopo le prime avvisaglie delle scorse settimane, si può dire che sia iniziata ufficialmente anche in Germania.