Non fatevi fregare, non si può dare la fiducia a chi è responsabile della crisi del Paese: e se proprio Pd e Pdl tengono alla governabilità siano loro a votare i Cinque Stelle.  La linea è ancora quella di Beppe Grillo, anche se stavolta a parlare -anzi, a scrivere sul blog – è Claudio Messora, ritenuto vicino al leader del Movimento Cinque Stelle. “Cercate di non farvi fregare – scrive Messora – e rimettete, con lucidità, ogni tassello al suo posto. Voi non potete votare che si è reso corresponsabile dello stato in cui versa questo Paese”. Insomma: “Non bevetevi il cervello”. “Se proprio Pd e Pdl ci tengono alla governabilità, possono sempre votare, loro, la fiducia al primo Governo targato M5S. Questi conoscono l’arte di mettervelo in quel posto meglio di chiunque altro”. “Saranno gli altri a seguire il nostro programma”, aggiunge Grillo in persona su Twitter.

Ma ai Cinque Stelle arriva anche la risposta di Pier Luigi Bersani che ammonisce Grillo a non scappare davanti alle sue responsabilità. “Come noi rispettiamo gli elettori, anche Grillo li rispetti”, ha detto il segretario del Pd. “I numeri li vede anche lui. Non pensi di scappare dalle sue responsabilità con delle battute – ha avvertito – Ci si vede in parlamento e davanti agli italiani”.

Messora: “I 5 Stelle non si sono bevuti il cervello. La petizione online? Non c’entra con il movimento”
“Quindi improvvisamente gli attivisti del Movimento Cinque Stelle si sarebbero bevuti il cervello. Tutti insieme – è l’attacco dell’articolo di Messora – Dopo avere combattuto per anni il Pdl e il Pd-L (Pdmenoelle, come dice spesso Grillo, ndr), dopo avere mandato ‘affa’ tutto e tutti, improvvisamente, giunti nelle segrete stanze del potere, colpiti dall’ebrezza di qualche carica alla Camera o al Senato, sarebbero tutti per votare la fiducia a Bersani & Co”, scrive con ironia Messora riferendosi alle ricostruzioni giornalistiche secondo cui la base del M5S sarebbe a favore di un accordo con il Pd per il governo. “I titoloni dei giornali, quelli che parlano di base spaccata basandosi su qualche commento su un blog – aggiunge – sono solo l’ennesima strumentalizzazione giornalistica orchestrata dalla vecchia politica che cerca di tamponare l’ondata di cittadini all’arrembaggio delle istituzioni”. 

Ed è lo stesso Messora a prendere le distanze da Viola Tesi, la ragazza che ha lanciato una petizione online per invitare il Movimento a dare fiducia a un governo a guida democratica. “Non è esattamente espressione della base del Movimento – scrive – Potrebbe mai esserlo una che fino a un paio di mesi fa almeno militava convintamente nella base del Partito Pirata?”. “E’ lo stesso partito pirata che deve vedersela con quel Marco Marsili che proprio durante le scorse elezioni, sbugiardato da Anonymous o chi per essi, cospirava contro il Movimento Cinque Stelle cercando di distruggerlo”, aggiunge Messora. “Forse questa Viola che spunta fuori dal nulla, con una petizione pro fiducia (pro Pd), guarda caso su un sito che nulla ha a che fare con il M5S – sottolinea – raccogliendo magicamente decine di migliaia di firme, non è esattamente espressione della base del Movimento”.

“Ed ecco, cliccando qui, una delle tante conversazioni che provano la sua partecipazione attiva nella base del Partito Pirata. Può una attivista convinta di un altro movimento, a uno o due mesi dalle elezioni, diventare come per magia espressione della base del Movimento Cinque Stelle ed essere rilanciata, in primis da Repubblica, il giornale della tessera numero uno del PD (De Benedetti), con la sua petizione pro Pd (adesso capite la ragione delle regole sulle candidature di Grillo)? E le 75mila firme raccolte, come per magia, in meno di 48 ore, sono della base del Movimento Cinque Stelle? Cosa dà cotanta sicumera ai signori giornalisti che fanno i titoli?”, aggiunge Messora.

“Fanno le pulci – prosegue Messora – a una che non conosce il numero esatto dei senatori della Repubblica (la senatrice Ezia Blundo a Un giorno da pecora, ndr), e poi sparano titoli così palesemente scollegati dai fatti (salvo poi venire a fare i sermoni ai blogger in rete se per caso non mettono le virgolette sul titolo di un post)? Già, perché è evidente che se una di un altro partito viene spacciata per una rappresentante della base del Movimento Cinque Stelle solo perché pubblica una lettera su un sito qualunque, con la stessa nonchalance si possono far votare decine di migliaia di militanti di un qualunque altro partito sotto a una petizione qualsiasi e poi spacciare le firme come la prova evidente che la base del Movimento Cinque Stelle (o quella dell’ultimo partito della Nuova Guinea) è compatta contro il suo leader. E si può perfino arrivare a colonizzare un intero blog, con iscrizioni mirate dell’ultima ora”, continua.

“Tant’è vero che alcuni, tra i firmatari, non si fanno neppure scrupolo di mascherare il fatto non solo di non essere appartenenti alla base del Movimento Cinque Stelle, ma neppure di essere espressione di quegli 8 milioni e mezzo di italiani che hanno condiviso e votato le proposte di Grillo”, conclude Messora.

La proposta: “Lasciare Monti e fare le riforme in Parlamento”
L’altra idea di Messora, lanciata durante un programma di una web tv del Movimento Cinque Stelle, è di “lasciare in carica il governo Monti, con una prorogatio, e trasferire tutto il peso delle riforme al Parlamento”, con una sorta di “legislatura parlamentare”. La proposta è quella di non dare la fiducia a un nuovo governo, ma cercare l’accordo sulle riforme in Aula, lasciando in carica l’esecutivo di Mario Monti per gli affari ordinari.

Boccia (Pd): “Se Grillo vuole fare il presidente del Consiglio lo dica”
La linea politica del Pd è resa più chiara anche da Francesco Boccia che al TgCom24: “O Grillo ci chiede il premier oppure non si capisce di che cosa si sta parlando. Quello che è evidente è che il leader del partito che ha più seggi a Camera e Senato è Bersani, che è stato chiaro: proporrà 5 punti sui quali chiederà la fiducia del Parlamento. Se Grillo ci dice che il premier vuole farlo lui, ce lo dica subito”. “Il governo – continua Boccia – nasce se ottiene la fiducia con la maggioranza dei parlamentari in entrambi i rami. Se non dovesse nascere non si può restare senza e si tratterebbe di un prolungamento della crisi. Il problema di Grillo è che gli ex elettori di sinistra che hanno votato il Movimento vorrebbero verificare il programma di Bersani, mentre gli ex elettori di destra no. Nessuno vuole il governassimo, ci interessa verificare se in Parlamento c’è una maggioranza che approvi i cambiamenti che Bersani proporrà. Chi voterà contro si assumerà le responsabilità”.