Aveva realizzato un servizio tv su una cena elettorale del Mir, i ‘Moderati in rivoluzione’ di Gianpiero Samorì. Ma il pezzo è risultato sgradito a uno dei candidati in lista che ha pensato di vendicarsi pubblicamente su Facebook (qui). Così Diego Righini, in lista alla Camera, ha pubblicato un post in cui accusava Monica Raucci, cronista de LUltima Parola (Rai2), di essere di sinistra, insinuava di suoi incontri serali coi vertici degli avversari democratici e postava il cellulare della giornalista perché, suggeriva agli iscritti della sua pagina, “potrebbe accontentare anche a voi”. E in un altro status aggiungeva di andarla “a trovare sotto casa” (qui). Contenuti poi rimossi. 

Il servizio, registrato il 2 febbraio e andato in onda il 15, raccontava di una cena alla periferia di Roma con Samorì e due candidati, tra cui Righini. Special guest Andrea Roncato che durante il servizio dice: “Speriamo che si mangia anche bene”. Seguono le dichiarazioni di alcuni presenti che ignorano chi sia Samorì. Una signora spiega: “Alcuni amici mi hanno obbligato a venire altrimenti andavo a ballare”. Altri non conoscevano il senso dell’acronimo ‘Mir’ e alla domanda “secondo lei questa gente voterà Samori?”, l’interpellata risponde: “Non penso”. E che sono venuti a fare? “A mangiare”. Un ritratto simile a quello che emergeva dal servizio di Piazza Pulita sulla convention del partito, dove diversi anziani spiegavano di essere stati portati lì a loro insaputa. Nel servizio di Raucci, Righini compariva solo qualche secondo.

La giornalista ha presentato una denuncia aperta chiedendo la rimozione immediata del numero di telefono. Ma allo stesso tempo anche il candidato si è rivolto all’autorità e ha chiesto “il risarcimento per danni morali e fisici, visto che sono stato minacciato di morte”. L’ha scritto sul social network insieme insieme alla promessa: “Ogni privilegiato Rai o politico, pagati con le tasse dei cittadini, sarà cacciato”. Raggiunto dal fattoquotidiano.it Righini spiega di avere portato avanti una “battaglia di libertà perché come pensa il 56% degli italiani, l’informazione è faziosa e falsa. Lo dice un sondaggio del Tg4“. E aggiunge che la pubblicazione del numero di cellulare, “forse scorretto, diciamo”, è un fatto di cui “è dispiaciuto”. Ma era l’unico modo per “difendere la libertà d’opinione”. Sostiene che “hanno montato domande e risposte non vere”, che sono state tagliate ad hoc per screditare il movimento. E precisa di avere avvertito Raucci quando si era presentata all’appuntamento elettorale: “Ho fatto un discorso di 50 minuti contro le caste e le ho detto: ‘Mi raccomando, fate attenzione a non montare un servizio falso’. Devo difendere la libertà di opinione”. 

E’ libertà di opinione anche alludere alle frequentazioni serali della cronista coi vertici del Pd e invitare gli iscritti su facebook a chiamarla perché può “accontentare” anche loro? “Intendevo politicamente. I militanti di sinistra sono contenti di andare a riunioni con Bersani e D’Alema“. Ma la frase suggerisce un significato molto diverso. “Bene, vuole risarcirmi anche lei?”. Tant’è che diverse persone hanno chiamato la giornalista. “Sì, certo, come no. Quando i carabinieri vedranno le chiamate cha la Raucci ha ricevuto e capiranno che sono suoi amici, non ci farà una bella figura”.