“Anche se mi ritiro adesso sono sempre vicino in preghiera a tutti voi e voi sarete vicini a me anche se rimango nascosto per il mondo“. A quattro giorni dal suo annuncio shock quella di oggi è stata un’altra giornata di grande commozione per Benedetto XVI. E in cui ha confermato la sua decisione di “farsi da parte”. Incontrando nell’aula Paolo VI il clero romano in uno dei suoi ultimi impegni pubblici come Papa, Benedetto XVI, è sembrato quasi indovinare le tante domande che si affastellano nelle menti dei parroci, dei fedeli e di tutti coloro che sono rimasti spiazzati dalla sua decisione. E si chiedono, loro come il mondo intero, come condurrà ora la sua vita il Pontefice dimissionario.

L’udienza di oggi come tutti gli appuntamenti da quando il Papa ha reso nota la sua volontà è stato un incontro caratterizzato da grande commozione. Benedetto XVI è stato accolto da un lungo applauso. Si è trattato del suo ultimo incontro con il clero romano, un appuntamento di solito di routine legato alla quaresima, ma questa volta veramente particolare. “Grazie a voi, grazie per il vostro affetto, per il grandissimo amore per il Papa”, li ha salutati il Pontefice. Poi ha iniziato il suo discorso, per quasi un’ora, interamente a braccio. Una lezione sulla storia del Concilio Vaticano II in cui ha spiegato quali attese e quali speranze quell’evento ha suscitato nella Chiesa. E in cui ha stigmatizzato il Concilio dei media che non “si è realizzato” e “il vero Concilio che man mano si realizza e diventa vero rinnovamento”.

Ma la commozione ha prevalso. Il cardinale Agostino Vallini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, che ha accompagnato i parroci della Capitale in Vaticano, non ha potuto trattenere le lacrime. Più volte si è dovuto interrompere durante il suo saluto. “Al suo dolce e forte esempio di vita rimarremo legati per sempre”, ha assicurato. “Anche se mi ritiro adesso – ha quindi rassicurato da parte sua Benedetto XVI – sono sempre vicino in preghiera a tutti voi e voi sarete vicini a me anche se rimango nascosto per il mondo”. Sul suo futuro, Ratzinger non ha poi aggiunto altro ma con queste poche parole ha fatto chiaramente capire che il suo desiderio è quello di dedicarsi a una vita di contemplazione, di preghiera, di riflessione. Probabilmente anche di studi. Ma senza clamori, senza esporsi, divenendo una personalità discreta e lontana dalla ribalta. Intanto per lui oggi ancora un bagno di folla segnato dagli applausi e il tributo di quanti non si rassegnano a perderlo.

Mentre i cardinali di tutto il mondo si stanno preparando per arrivare a Roma per l’apertura delle Congregazioni generali che precedono il Conclave vero e proprio, si susseguono le prese di posizione sul profilo da cercare per il nuovo Papa. Il cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo ha proposto la figura di un “papa giovane“, in grado di aggiornare la Chiesa e affrontare i tanti problemi aperti. Il cardinale Lluis Maria Martinez i Sistiach, arcivescovo di Barcellona, ha allargato il profilo ad un Papa “carismatico“.

Intanto, un problema vaticano sembra ormai vicino a soluzione: è in dirittura d’arrivo la nomina del nuovo presidente dello Ior, anche se il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi ha detto che bisogna aspettare ancora qualche giorno per avere l’ufficialità. In ogni caso si è fatto il nome del banchiere belga Bernard De CorteInfine una conferma: padre Lombardi ha assicurato che monsignor Georg Gainswein rimarrà prefetto della Casa Apostolica, ma allo stesso tempo non lascerà Joseph Ratzinger, accompagnandolo prima a Castel Gandolfo poi nel convento in Vaticano dove il papa dimissionario andrà ad abitare. Insieme con lui ci saranno le memores, le suore laiche che in questi anni hanno accudito l’appartamento del Papa.