E’ stato arrestato l’autista di Chokri Belaid, ucciso il 6 febbraio a colpi di pistola in un agguato. Subito dopo l’omicidio, Nadia Daoud, una giornalista vicina di casa dell’uomo politico, aveva avanzato sospetti sul comportamento dell’autista che attendeva per strada Belaid quando è stato ucciso. Secondo fonti giornalistiche citate da Al Arabiya, l’autista avrebbe ricevuto una telefonata da un alto esponente del partito Nida Tounes, fondato il 20 aprile 2012 da Beji Caid Essebsi, considerato un nostalgico del passato regime.

E intanto continuano gli scontri in Tunisia. Un gruppo di manifestanti ha fatto irruzione negli uffici del governatorato di Jendouba, ma sembra non ci siano stati atti di violenza. A Tunisi, invece, la polizia ha lanciato delle granate lacrimogene contro alcune centinaia di persone radunatesi davanti al teatro comunale e che hanno cominciato ad avvicinarsi al palazzo del ministero dell’Interno. Le forze dell’ordine hanno lanciato dei lacrimogeni contro la folla anche a Sousse e a Gafsa in risposta ad alcune bottiglie incendiarie. La tensione è alta nella capitale tanto che i dirigenti di alcune scuole superiori hanno rimandato a casa studenti e docenti, mantenendo solo un presidio di personale ausiliario e l’8 e il 9 febbraio le università rimarranno chiuse. L’ambasciata francese ha annunciato la chiusura delle scuole francesi in Tunisia per le giornate di domani e sabato.

Giudici, avvocati e docenti universitari hanno deciso di scioperare in segno di protesta e anche se i partiti dell’opposizione e i sindacati non hanno convocato manifestazioni nelle strade, c’è il timore di nuovi scontri. Le proteste spontanee del 6 febbraio in una decina di città e villaggi confermano infatti che la società è in ebollizione. Per questo sono state rafforzate le misure di sicurezza: nel centro della capitale pullulano i mezzi delle forze dell’ordine e le strade intorno al ministero degli Esteri sono state chiuse al traffico. L’Uggt, il principale sindacato tunisino, ha convocato per l’8 febbraio, giorno dei funerali di Belaid, uno sciopero generale, accogliendo l’appello dell’opposizone. E’ la prima volta dal 1978 che l’Uggt, tra i più potenti sindacati del mondo arabo con il suo mezzo milione di iscritti, ricorre allo sciopero generale.

Nel frattempo, nonostante le cattive condizioni meteorologiche, freddo e pioggia, in migliaia hanno accompagnato il feretro di Belaid dall’ospedale Charles Nicolle all’abitazione dei genitori, a Djebel Jelloud, nella prima periferia sud di Tunisi. L’8 febbraio la salma si muoverà dalla casa della famiglia per raggiungere il cimitero di Djellaz, il più importante della capitale.

Il premier, Hamad Jebali, aveva tentato di disinnescare la crisi proponendo un nuovo esecutivo, ma è stato sconfessato dal suo partito, Ennahda, che ha bocciato l’ipotesi di un governo di tecnici svincolati dai partiti. Adesso anche i partiti d’opposizione Nida Touns, Repubblicani, il Fronte Popolare e Massar hanno chiesto a Jebali -che vorrebbe di rimanere come premier ad interim- che siano consultati prima di qualsiasi mossa per sciogliere il suo gabinetto. Secondo gli analisti, l’opposizione vuole sfruttare la crisi a proprio vantaggio, ma la prolungata incertezza politica potrebbe accendere ulteriori disordini. E intanto sul web sta girando un video che mostra che già lo scorso anno Belaid era nel mirino degli integralisti islamici.

Timprenditori sono statiarrestati stamani dagli uomini della Guardia di Finanza di Milano, nell’ambito di una nuova tranche dell’inchiesta della procura milanese, su presunte irregolarità negli appalti per le case-vacanza, ossia le colonie per i bambini.Ai domiciliari sono finiti Sergio Grazioli, Ivan Aureliano Montini e Ugo Amilcare Rossetti. Lo scorso ottobre era finito in carcere l’ex funzionario dell’assessorato alla Famiglia all’epoca della giunta Moratti, Patrizio Mercadante.