Fiat dice addio alla newco di Pomigliano. Il Lingotto ha avvertito in una lettera ai sindacati che personale e attività di Fabbrica Italia Pomigliano verranno trasferiti in Fiat Group Automobiles. L’operazione avrà effetto dal 1 marzo prossimo, mentre l’azienda torinese incontrerà i rappresentanti dei lavoratori il 7 febbraio per discutere i dettagli dell’operazione.

“La decisione”, spiega il messaggio rivolto ai sindacati, “rientra nel processo di razionalizzazione societaria in corso ad opera di Fiat Group Automobiles in cui sono poste le recenti operazioni di acquisizione dei complessi industriali e delle risorse di Fma e di Fiat Powertrain technologies”. Tutti i dipendenti, continua la comunicazione, confluiranno in Fga. 

Il riassetto societario risolve implicitamente dunque il problema dei 19 lavoratori che sarebbero dovuti entrare in mobilità. Riportando tutti i lavoratori attualmente in Fip nella “vecchia società” si eliminerebbe infatti l’elemento discriminante perché l’azienda potrebbe mettere i 19 lavoratori, anche gli stessi lavoratori Fiom reintegrati dalla sentenza, non più in mobilità ma semplicemente in cassa integrazione.

Ma è dura la risposta di Michele De Palma, coordinatore del settore auto per la Fiom-Cgil. “La decisione di Fiat dimostra che la costituzione della newco Fabbrica Italia Pomigliano, come denunciato da subito dalla Fiom, è stato solo uno stratagemma ideato da Fiat per uscire da Confindustria, non applicare il contratto nazionale di lavoro e discriminare le lavoratrici e i lavoratori iscritti alla Fiom”, ha avvertito, sottolineando che “il sindacato guidato da Maurizio Landini attende di leggere i testi per formulare un giudizio completo”

“Con la decisione annunciata oggi dal Lingotto su Pomigliano d’Arco è stata trovata una soluzione per tutti i lavoratori nessuno escluso, evitando qualsiasi licenziamento”, ha commentato invece in una nota il segretario nazionale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano. “Ciò – aggiunge- darà la possibilità di andare oltre la scadenza della cassa integrazione prevista per luglio 2013”. Un dettaglio importantissimo, “perché le ben note difficoltà del mercato dell’auto non ci avrebbero consentito la ricollocazione di tutti i lavoratori entro quella data, con la conseguenza di un rischio drammatico per i 1.400 lavoratori in cassa integrazione”.

Per Uliano, infine, “aggiungere un’ulteriore periodo di cassa con tutti i dipendenti all’interno della stessa società ci consentirà una maggiore flessibilità nella gestione dei rientri di tutti i lavoratori, in funzione delle possibili crescite dei volumi. Si ha così a disposizione un tempo maggiore per completare il percorso della piena occupazione come previsto dagli accordi da noi firmati”.