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Il Tribunale di Torino obbliga Glovo a garantire la sicurezza dei rider. L’avvocata: “Le aziende non possono buttare per strada i lavoratori senza tutele”

La denuncia del sindacato Slang Usb: "Glovo continua a comportarsi come se fosse al di sopra delle regole"
Il Tribunale di Torino obbliga Glovo a garantire la sicurezza dei rider. L’avvocata: “Le aziende non possono buttare per strada i lavoratori senza tutele”
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Un abbigliamento adeguato alle varie condizioni climatiche, un luogo per ripararsi in attesa degli ordini e l’accesso gratuito ai servizi igienici. L’azienda Glovo dovrà garantire tutto ciò ai suoi rider. A stabilirlo è l’ordinanza emessa dal Tribunale di Torino nel mese di agosto che obbliga l’azienda del food delivery a garantire le condizioni di sicurezza per i suoi lavoratori.

“Una sentenza importante perché riafferma il principio che la sicurezza dei rider deve dipendere dal datore di lavoro e che i rider non possono essere buttati per strada dalle aziende senza alcuna tutela” racconta al Fattoquotidiano.it Giulia Druetta, che da oltre nove anni segue le vicende dei rider italiani e che ha assistito il lavoratore da cui è partito il ricorso.

Il provvedimento nasce dalla denuncia presentata da I., un rider di origine nigeriana che dal 2019 lavora per Glovo. “Percorrevo dai 50 agli 80 chilometri al giorno portando sulle spalle carichi fino a 25 chili” racconta al Fattoquotidiano.it il lavoratore. La sua giornata iniziava nel punto di ritrovo indicato dall’azienda, dove però non c’era nulla, neanche i servizi igienici. Ha lavorato anche nelle ore più calde della giornata quando le temperature superavano i 35 gradi. E proprio a causa di queste condizioni a giugno si è sentito male. “Non ho fatto ricorso solo per me ma per tutti i rider – racconta I. – speriamo che l’azienda si adeguerà”. La decisione del tribunale, come spiega l’avvocata Druetta, è importante perché vale per tutti rider italiani. Ma al momento rimane solo sulla carta. “Sebbene sia intervenuta una pronuncia dell’autorità giudiziaria, Glovo non ha adottato le tutele e i presidi prescritti dal Tribunale – spiega in una nota il sindacato Slang Usb – è un fatto gravissimo, che conferma quanto sosteniamo da sempre: Glovo continua a comportarsi come se fosse al di sopra delle regole e delle decisioni delle istituzioni italiane, anche quando vi è un ordine diretto dell’autorità giudiziaria. La sicurezza dei rider continua a essere un problema da scaricare sui lavoratori”.

Per il sindacato “non si tratta quindi soltanto di una pronuncia sulle carenze della piattaforma in materia di sicurezza, ma del riconoscimento concreto degli obblighi che Glovo deve assumersi nei confronti dei rider. E’ quindi fondamentale che le istituzioni se ne occupino”.

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