Il settore dell’auto inizia l’anno con il piede sbagliato in Italia. La Motorizzazione ha immatricolato a gennaio 2013 113.525 autovetture con un calo del 17,58% rispetto a gennaio 2012, quando ne furono immatricolate 137.745. A dicembre 2012 sono state immatricolate 87.391 autovetture con una variazione di -21,92% sul dicembre 2011, quando ne furono immatricolate 111.928.

Continua, in particolare, il momento difficile per il gruppo Fiat. A gennaio 2013 Fiat Group Automobile ha immatricolato in Italia 34.123 nuove autovetture, in calo del 15,76% rispetto alle 40.508 di un anno fa. A dicembre 2012 le vendite del gruppo torinese erano scese del 20,2% a 25.384 unità. Il Lingotto, che alcune ore prima di rendere noti i dati sulle immatricolazioni ha detto addio alla newco di Pomigliano con una lettera ai sindacati, ha aumentato tuttavia nel periodo considerato la propria quota di mercato in Italia dello 0,65% rispetto a gennaio 2012.

La domanda italiana di autovetture, secondo il Centro Studi Promotor GL event, è fortemente frenata sia dal quadro economico generale che da fattori specifici, come le imposte, le elezioni e il redditometro. “L’impatto della tassazione ha raggiunto livelli tali da essere non solo paralizzante per i consumi automobilistici, ma addirittura controproducente per lo stesso gettito fiscale”, rileva il Csp. “A dicembre scorso vi è stato un calo del 13,5% delle vendite di benzina e gasolio alle pompe, e questo andamento ha per la prima volta prodotto l’effetto Laffer: il fortissimo rincaro della tassazione ha avuto un impatto così negativo sui consumi che il gettito fiscale di dicembre, invece di aumentare, è calato del 7,2% con una perdita secca per l’erario di 229 milioni e con la prospettiva, se l’effetto Laffer dovesse continuare con la stessa intensità, di un calo di gettito di ben 2,6 miliardi nell’intero 2013”.

Oltre alle imposte, c’è “una cappa di incertezza legata alla consultazione elettorale dal cui esito, nella percezione dei più, dipende la possibilità di adottare una politica realmente efficace di sostegno allo sviluppo economico”, prosegue il Centro Studi Promotor. “In attesa che si sciolga il nodo delle elezioni, gli acquisti di beni di consumo durevole vengono sistematicamente rimandati. E non si può certo pensare – conclude il Csp – che uno stimolo a comprare auto venga dalle notizie recentemente diffuse, in maniera peraltro poco chiara, sull’adozione del redditometro”.